Lavoro

Giovani nei guai neri col lavoro: aumentano inattivi e disoccupati

Mentre il governo inserisce i nuovi sgravi per gli under 30 nella legge di bilancio, l’Istat registra a settembre 2017 un aumento del tasso di disoccupazione tra i 15-24enni al 35,7 per cento, oltre a una ripresa del tasso di inattività

Giovani Linkiesta

(Pixabay)

31 Ottobre Ott 2017 1105 31 ottobre 2017 31 Ottobre 2017 - 11:05

Non arriva nessuna buona notizia per i giovani, dagli ultimi dati Istat sull’occupazione. Mentre il governo corre ai ripari introducendo nella manovra gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato destinati gli under 30, l’Istituto di statistica registra a settembre 2017 un aumento del tasso di disoccupazione tra i 15-24enni al 35,7 per cento. E, cosa più grave, una ripresa del tasso di inattività. Tra i 15 e i 34 anni, i disoccupati sono quasi 1,4 milioni. Gli inattivi, quelli che un lavoro non ce l’hanno e non lo cercano neanche, non si smuovono da quota 6 milioni.

In un mese, i ragazzi che cercano un posto di lavoro e non lo trovano sono cresciuti dello 0,6 per cento. In tre mesi sono aumentati addirittura del 2,6 per cento. Tra i più giovani cala di 0,4 punti anche il tasso di occupazione, mentre quello di inattività cresce dello 0,4 per cento, interrompendo la curva verso il basso degli ultimi mesi degli ultimi mesi. Rispetto all’anno scorso, il tasso di inattività tra 15-24enni è aumentato dello 0,3 per cento.

E in contemporanea calano per la prima volta dall’inizio dell’anno i contratti dipendenti, soprattutto quelli a tempo indeterminato, su cui il Jobs Act aveva puntato le sue carte. Nel mese di settembre 2017 sono cresciuti rispetto ad agosto i lavoratori indipendenti (+0,4%, +19mila), mentre calano i dipendenti (-0,1%, -17mila), interrompendo l’andamento positivo registrato dall’inizio dell’anno.

Tra i dipendenti, il calo riguarda esclusivamente i lavoratori permanenti (-18 mila), a fronte della stabilità tra quelli a termine. Se si fa un confronto annuo, i dipendenti sono 387mila in più, ma sono quasi tutti a termine. Con la fine dei vecchi sgravi, i contratti con la scadenza sono aumentati in un anno di 361mila unità, mentre quelli a tempo indeterminato in più in 12 mesi sono solo 26mila.

Nella legge di bilancio del 2018 ora è previsto uno sconto contributivo del 50% per tre anni per l’assunzione di under 30 con contratti a tutele crescenti. Per il solo 2018 lo sconto vale anche per stabilizzare chi non ha ancora compiuto 35 anni. C’è da scommettere che con i nuovi sconti, i contratti stabili torneranno a crescere. E poi?

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