Piani individuali di risparmio? Per gli italiani sono ancora degli sconosciuti

Sono due i significati più comuni dell’acronimo Pir: uno sta per “Piani individuali di risparmio”, uno per un tipo di sensore a infrarossi. Nonostante tutte le agevolazioni fiscali concesse al primo, l’interesse degli italiani si concentra sui secondi

Borsa Italiana Pirelli

Addobbi tricolori nella sede di Borsa Italiana, in piazza Affari, a Milano, in occasione del ritorno in Borsa di Pirelli, lo scorso 4 ottobre

MARCO BERTORELLO / AFP

2 Novembre Nov 2017 1045 02 novembre 2017 2 Novembre 2017 - 10:45
WebSim News

I nuovi Piani individuali di risparmio sono dei nuovi strumenti di investimento molto convenienti per le famiglie. Consentono l’esenzione fiscale dei redditi derivanti da investimenti fino a 30mila euro all’anno (fino a un massimo di 150mila euro) in fondi che abbiano almeno per il 70% azioni o obbligazioni di imprese italiane. È prevista anche l’esenzione della tassa si successione. Eppure, nonostante un interesse iniziale, gli italiani sembrano perdere interesse in questi strumenti. Almeno nelle ricerche su Google. Risparmiamocelo.it ha confrontato le ricerche sul motore di ricerca relative ai fondi Pir e ai dispositivi Pir, dei sensori a infrarossi che consentono di individuare i movimenti negli ambienti e sono usati soprattutto negli antifurti domestici. Ebbene, il responso di Google Trends premia proprio i secondi.

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Dopo un boom nella prima parte dell’anno, l’interesse in rete verso i Piani di risparmio si sta affievolendo. Al contrario di quel che accade con gli altri “Pir”, i sensori a infrarossi usati negli antifurti domestici

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