Australia, la scalata è finita: dal 2019 non si potrà più salire sull’Ayers Rock

Lo ha deciso il board del parco, in accordo con la comunità aborigena: dal 2019 stop alle scalate. Oltre che poco sicure, sono considerate un atto offensivo nei confronti della cultura e delle tradizioni religiose del popolo Anangu

Ulturu
6 Novembre Nov 2017 0810 06 novembre 2017 6 Novembre 2017 - 08:10

Non si salirà più. La decisione, questa volta, sembra definitiva: nessuno potrà più avventurarsi e arrampicarsi sul massiccio di Uluru, alias Ayers Rock, nel mezzo del deserto australiano. Lo hanno stabilito i membri del consiglio del Parco nazionale, in accordo con i rappresentanti della comunità aborigena del luogo, gli Anangu, che da tempo si dicono infastiditi dalle sortite dei turisti. Il divieto scatterà dal 26 ottobre 2019, 34esimo anniversario del ritorno degli aborigeni.

Come spiega Sammy Wilson, presidente del board, “quello di Uluru non è un parco-giochi. È, al contrario, un luogo di estrema importanza simbolica per la cultura e le tradizioni della popolazione locale”. Per loro, dicono, Uluru è il luogo più sacro di tutta l’Australia, comune e condiviso tra tutte le tribù. Arrampicarsi è visto come un atto offensivo (per intendersi sarebbe, per i milanesi, come attaccare la pubblicità sul Duomo – ah, no).

Le popolazioni aborigene chiedono dal 1985 che venga impedito per legge l’accesso al massiccio. Oltre alla sacralità del luogo, vengono presentate anche ragioni di sicurezza: dagli anni ’50 a oggi sono morte, nel percorso, 36 persone. L’ultima nel 2010. In più sono frequentissimi i casi di scalatori improvvisati che, perdendo di vista il sentiero, non riescono più a scendere. Gli elicotteri sono intervenuti, l’ultima volta, nel 2016, per cavarne di impaccio tre.

Molto meglio chiudere tutto, sostengono. E se alcuni obiettano che potrebbe essere dannoso per il turismo, rispondono che è più conveniente puntare su percorsi conoscitivi, passeggiate all’alba e viste panoramiche da lontano. E gli operatori turistici confermano: non ci saranno cali.

Del resto la magia del luogo, disperso nel mezzo dell’Australia (che, va ricordato, è estesa quanto gli Usa), basta da sola. L’unica pietra, l’unico massiccio per chilometri e chilometri, circondato dalla bassa vegetazione dell’outback che si perde nell’infinito. Il centro più vicino a Uluru è Alice Springs: sono cinque ore di macchina, in mezzo a canguri e alla solitudine più profonda.

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