Berlusconi è resuscitato, e non è merito suo, ma è colpa di tutti gli altri

In attesa del risultato di Strasburgo, che comunque arriverà fra parecchio tempo, bisogna prendere atto che la rinascita Cav è già in corso. Ed è stata propiziata da tutti i suoi sedicenti oppositori. Complimenti

Silvio Berlusconi_Linkiesta.it
22 Novembre Nov 2017 0930 22 novembre 2017 22 Novembre 2017 - 09:30

«Tra Di Maio e Berlusconi? Sceglierei Berlusconi», dice Eugenio Scalfari pungolato da Floris a Di Martedì. Gli fa eco, a stretto giro, l’architetto sedicente comunista Massimiliano Fuksas, intervistato da Antonello Piroso su La Verità: «Quando vedo i grillini telecomandati penso aridatece Berlusconi». Chi è causa del suo mal, pianga se stesso, verrebbe da dire ai nostri benemeriti rappresentanti della borghesia di sinistra.

È a loro, apprendisti stregoni col girocollo e la giacca in tweed, che va ascritto il merito di aver aver evocato il furore giacobino delle piazze grilline, denunciando per vent’anni un giorno sì e l’altro pure, il prossimo avvento di un fascismo catodico del quale ora, evidentemente, non percepiscono la presenza, nonostante Salvini e la Meloni abbiano spostato decisamente più a destra il baricentro della loro coalizione. Meglio Berlusconi.

Meglio pure di Renzi, in fondo, gli fanno eco gli scissionisti di Mdp e la variegata galassia della sinistra. E fanculo il voto utile, blandito per anni come l’unica arma possibile contro il ”Cavaliere Mascarato”, a colpi di gioiose macchine da guerra e unioni multicolori che tenevano assieme Mastella e Bertinotti, Binetti e Bonino. Oggi no, non c’è rischio di derive strane. Oggi, in Sicilia e nel resto dell’Italia, il pericolo di deriva a destra è Renzi, non Berlusconi né Di Maio. Ok.

Risultato? Ora Berlusconi si sta rifacendo una legittimità politica proprio come argine democratico contro i Cinque Stelle. E allora sì, forse è lui il genio

Nemmeno lo stesso Renzi, peraltro, è immune dal berlusconismo di ritorno. Lui non è mai stato antiberlusconiano, a dire il vero. Ma a quanto pare, alle spalle c’era una teoria: se si demonizza Berlusconi si finisce per polarizzare il dibattito su di lui e rafforzarlo. Così, memore della lezione veltroniana – che con questa tecnica, giova ricordarlo, prese 10 punti di distacco dal Cavaliere – lo ha riesumato dalle paludi dell’interdizione dai pubblici uffici. E memore della bicamerale di D’Alema, lo ha eletto a Genitore2 della sua riforma costituzionale, della quale Berlusconi ha condiviso ogni passaggio parlamentare, votando puntualmente contro, sondaggi alla mano, al referendum del 4 dicembre.

E persino i Cinque Stelle, in fondo, sono stati clementi con Silvio nostro. Nati in pieno Regime di Arcore, si sono progressivamente scordati di lui, di Al Tappone, concentrando i loro strali su Matteo Renzi e il suo governo, contro il “golpe bianco” di Napolitano a favore del quale avevano festeggiato in piazza. Convinti, a loro modo, che ormai il nemico fosse altrove, che la minaccia dello Psiconano fosse ormai un ricordo del passato, che con Berlusconi si potesse quasi giocare di sponda. Risultato? Ora Berlusconi si sta rifacendo una legittimità politica proprio come argine democratico contro i Cinque Stelle. E allora sì, forse è lui il genio. Una cosa è certa, in attesa del risultato della Corte di Strasburgo che si riunisce oggi, la riabilitazione del Cavaliere in vita è già avvenuta. Il suo happy ending è già realtà. Tutto merito vostro.

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