Il vino che costa di più non è quello più buono

La qualità non corrisponde sempre al prezzo. I bevitori inesperti lo dicono senza problemi, quelli più raffinati devono essere smascherati da un esperimento

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NICOLAS TUCAT / AFP

23 Novembre Nov 2017 0810 23 novembre 2017 23 Novembre 2017 - 08:10

Il vino buono costa poco? Non proprio. Ma nemmeno vale cifre astronomiche. La realtà, ogni tanto, viene fuori. Almeno grazie a una ricerca, non proprio recentissima (2008), condotta da alcuni studiosi di Yale e della Stockholm School of Economics: la correlazione tra qualità del vino e prezzo esiste, ma viene sancita solo quando chi beve è già informato del costo del vino. In altre parole, è frutto di suggestione.

La ricerca si è basata su un campione di assaggiatori, alle prese con vari bicchieri di vino di qualità diversa. C’erano vini raffinatissimi (e molto cari), intermedi (dal prezzo accettabile) ed esemplari di pessimi (di conseguenza molto economici). Stando all’oscuro dei prezzi di ciascun assaggio, tutti dovevano dare un giudizio per ogni bicchiere. Gli scienziati si sarebbero occupati poi di tracciare una correlazione.

Il risultato è stato chiaro. Le persone non esperte tendono a preferire qualità medie di vino. Riconoscono le peggiori (e le rifiutano) ma, al tempo stesso, non apprezzano quelle che – scoprono poi – sono anche quelle più care. Per loro il legame prezzo-qualità non vale. Se dovessero per una volta assaggiare un vino raffinato e costoso è probabile che si sentirebbero raggirati. Gli esperti, invece, sono del tutto a loro agio tra i vini più cari. Ne sanno riconoscere la qualità e, di conseguenza, trovano ragionevole che costino di più.

Il problema è che gli esperti, in realtà, non sono sempre d’accordo tra di loro. Come dimostra questo video di Vox, alcuni vini vincono dei premi in una gara mentre perdono in un’altra. Non solo: gli esperti non sono nemmeno d’accordo con se stessi: di fronte allo stesso vino, ma imbottigliato in contenitori diversi, danno giudizi diversi. Dov’è il trucco? Dov’è il problema? La verità è che il prezzo è uno strumento di suggestione fortissimo: se una cosa è cara e/o famosa, viene valutata di più, a prescindere. Anche se non è quella reale, o se è del tutto uguale a un’altra che ha ottenuto minori riconoscimenti. È la legge del branco, certo. Ma anche l’ossequio al mondo dei (sedicenti) esperti.

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