Paura di parlare in pubblico? Ecco quattro consigli per sconfiggerla

Bocca secca, tremiti, ansia incontrollabile. Parlare in pubblico a volte può essere davvero difficile, ma non impossibile. Ecco come tenere un discorso davanti ad altre persone senza aver paura

Public Linkiesta
24 Novembre Nov 2017 1505 24 novembre 2017 24 Novembre 2017 - 15:05

"Quando si tratta di parlare in pubblico, le persone si dividono in due categorie: gli ansiosi, e quelli che mentono”
Mark Twain

L’altro giorno, chiacchierando con un’amica, ho scoperto che ogni volta che mi vede in diretta su facebook resta colpita dalla mia apparente sicurezza. Quando le ho risposto che, in realtà, prima di andare online sono sempre un po’ agitata, è rimasta di sasso. Eppure, lo giuro, anche se mi sto abituando, prima di ogni diretta sento sempre il cuore che accelera un po’. Una volta, mi sentivo la bocca così secca che, per paura di non riuscire a parlare, mi sono messa accanto un bicchiere di limonata, prontamente rovesciata sul tappeto nuovo con grande gioia della Signora Mirella, che gestisce la tintoria sotto casa. Peraltro, mi sono accorta che, specialmente quando faccio le dirette brevi, per i primi momenti non riesco a stare ferma e, spesso, mi ritrovo a massaggiarmi la gamba o un braccio quasi a rassicurarmi: Tranquilla Carolina, è tutto a posto, ce la puoi fare!

Insomma, sul public speaking ho margini di miglioramento ma quello che vorrei dirti è che, se hai paura di parlare in pubblico, non solo sei in compagnia di centinaia di migliaia di persone ma, tutto sommato, se abbandoni l’idea di dovere essere perfetto, qualche rimedio c’è.

Inizia a meditare

Forse hai già sentito parlare di “Vivere + sereni”, il libro di Dan Harris, il conduttore di Good Morning America che, dopo un attacco di panico in diretta televisiva, ha ritrovato la calma attraverso la meditazione.

Te ne sarai già accorto: pensiamo tantissimo alle cose che ci innervosiscono, a quelle che vorremmo tanto avere e a quelle che pagheremmo per evitare. Come se non bastasse, ci tocca pure fare i conti con i pensieri che insistono per dirci come dovremmo essere: più magri o più grassi, più alti o più bassi, più brillanti o più calmi, e chissà se si vede che oggi ho le occhiaie e cosa penserà di me tizia dopo che ho fatto quella stupida battuta.

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