Con Iliad i francesi sfidano la telefonia mobile italiana

La nuova compagnia telefonica propone tariffe low cost e rappresenta una concorrenza spietata per il mercato della telefonia. Ecco come hanno reagito alcune compagnie italiane

Iliad Linkiesta
25 Novembre Nov 2017 0745 25 novembre 2017 25 Novembre 2017 - 07:45
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Una vera e propria rivoluzione attende il mercato della telefonia mobile italiana. Tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2018 infatti sbarcherà nel nostro Paese la compagnia francese Iliad, proprietaria di Free Mobile, l’operatore telefonico che ha scosso il mercato d’oltralpe grazie alle sue tariffe low cost fin dal suo ingresso in campo nel 2012. Iliad arriva in Italia per volontà della Commissione Europea, che ha posto l’entrata di un quarto operatore nel mercato italiano come condizione per la fusione tra Wind e Tre, in un’ottica di tutela del consumatore di fronte al taglio della concorrenza. Nei primi mesi dell’accordo infatti i francesi hanno acquisito proprio da Tre e Wind il portafoglio di frequenze, per 3G e 4G, di un valore di 450 milioni di euro.

Come si sta muovendo Iliad in Italia? Innanzitutto il marchio con cui l’azienda si presenterà sul nostro mercato non sarà Free Mobile, il quale sarà sostituito da un nuovo brand che probabilmente prenderà il nome Ho.Mobile, come rivela in anteprima un sito indipendente dedicato alla compagnia francese, Universo Free. Per quanto riguarda le assunzioni si parla di un migliaio di posti di lavoro tra assunzioni a tempo indeterminato e collaborazioni, mentre sul sito dell’azienda è presente una sezione dedicata proprio alle offerte di lavoro sul suolo italiano, e che riguardano un ampio ventaglio di professioni. Reuters riporta un’intervista al direttore finanziario del gruppo Thomas Reynaud in cui si parla di 70 persone già reclutate con base a Milano, quartier generale dell’azienda in Italia, ma anche a Roma, dove sarà ubicata una sede di rappresentanza legata ai rapporti con le istituzioni. Lo staff comunque continuerà a crescere e sarà presente in varie città per sviluppare il network. Non c’è invece dubbio sul fatto che il vertice della società sarà tutto tricolore: “Su sette top manager che abbiamo già assunto - ha precisato il ceo Maxime Lombardini durante la presentazione dei conti relativi alla prima metà del 2017 - sei sono italiani e il settimo, il ceo, sarà un esterno al nostro gruppo, anche lui italiano”. Tra l’altro, il fondatore dell’azienda Xavier Niel conosce bene lo stato del settore in Italia in quanto è stato azionista di Telecom prima di diventarne diretto concorrente con la scesa in campo di Iliad.

Gli investimenti della telco nel nostro Paese si aggirano sul miliardo di euro. Nel primo semestre l’azienda ha investito circa 60 milioni, mentre nel secondo semestre ne investirà circa 300. In seguito la compagnia francese pagherà 210 milioni a Wind Tre per parte delle frequenze nel 2018 e altri 180 milioni nel 2019. Le licenze da pagare allo Stato italiano costeranno all’Iliad altri 470 milioni, di cui 220 milioni da versare nella seconda metà di quest’anno. Infine ci saranno gli investimenti nella rete mobile, per il lancio commerciale e le assunzioni. L’ottica è quella di puntare primariamente sul mobile, come dimostra la volontà di partecipare a un'eventuale asta per le frequenze in 5G.

Il comunicato stampa dell’azienda che presenta i risultati della prima metà del 2017 indica come Iliad si sia impegnata per assicurarsi diecimila chilometri di fibra, abbia negoziato i contratti per il roaming e l’interconnessione con gli altri operatori, e abbia reclutato un team italiano che si occupi delle operazioni della nuova società.

L’azienda francese in Italia ha obiettivi ambiziosi: due fonti di Reuters confermano che i francesi puntano a conquistare il 25% del mercato nel mobile, riproponendo probabilmente la strategia aggressiva adottata in Francia. L’obiettivo minimo rimane comunque il 10%, percentuale su cui dovrebbe collocarsi il break even. Alla luce dei dati sul terzo trimestre dell’anno usciti qualche giorno fa, la sfida sarà ardua, ma le aspirazioni non sono velleitarie. Free Mobile infatti continua a crescere grazie a 250.000 clienti in più rispetto al trimestre precedente, raggiungendo ora quota 13.390.000 clienti. Secondo Universo Free, Free Mobile in Francia è il quarto operatore per quota di mercato, dietro a Orange, SFR e Bouygues Telecom - in meno di 5 anni ha raggiunto il 18,7% di quota di mercato e solo poco più di mezzo milione di clienti lo separano dal terzo operatore.

Da quando Iliad ha fatto la sua entrata a gambe tese nel mercato francese le altre aziende hanno dovuto prendere delle misure necessarie a tenergli testa. Risultato: l’abbassamento dei costi di tutto lo spettro delle offerte sul mercato. Per l’Authority delle telecomunicazioni francese l’approdo di Iliad nel mercato ha prodotto un calo dei prezzi nel settore mobile che si attesterebbe addirittura sul 13%. E il mercato italiano come reagirà? La battaglia dell’AgCom sostenuta dal Parlamento contro le tariffe su base temporale di ventotto giorni - piuttosto che sull’intera mensilità - ha indebolito l’immagine delle attuali Tlc italiane, che si trovano ora sotto i riflettori nel momento meno opportuno. Le contromisure più sostanziali finora le ha prese Tim, che ha lanciato prima dell’estate il marchio low cost Kena Mobile – Kena Facile: 200 min, 200 MB in 3G a 1,99 euro al mese -, mentre Fastweb a maggio ha lanciato un ventaglio di offerte basate su prezzi bassi e con poche opzioni. Nel frattempo Vodafone rinvia il lancio del suo marchio low cost aspettando di vedere la strategia con cui l’azienda francese tenterà l’assalto della penisola. Wired, in un articolo dal titolo eloquente, cita l’agenzia di rating Standard & Poor’s, che indica come l’Italia “nell’ultimo anno ha registrato la crescita più sostenuta tra i cinque principali mercati europei con una crescita del 3% nella prima metà del 2017”. Chi rischia di più nel mercato italiano è anche l’artefice del cambiamento: “Vediamo il più grande rischio per Wind Tre, poiché concorrerà direttamente con Iliad sui consumatori più attenti al prezzo. Questo potrebbe aumentare i tassi di abbandono, che sono già alti per Wind Tre, fino al 30%, e spingere gli operatori ad abbassare i prezzi per trattenere i clienti”.

Come ha dichiarato Lombardini a settembre: “Pensiamo che in Italia ci sia una vera attesa per un’offerta trasparente”. Quello che è certo è che i nuovi assetti del mercato non potranno che ampliare l’offerta e favorire i consumatori. E così, forse il 2018 sarà davvero l’anno della rivoluzione per le compagnie telefoniche italiane.

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