La Cina come “Black Mirror”: libertà civili a partire dai like su Facebook

In Cina si sperimenta il “rating” per ogni cittadino. Basato su comportamenti, consumi, e perfino sulla vita “social”. Più facile ottenere un passaporto se si seguono certi comportamenti online

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da Pixabay.com

28 Novembre Nov 2017 0750 28 novembre 2017 28 Novembre 2017 - 07:50

Nella storia umana recente la Cina può essere considerata il più grande laboratorio per progetti d’ingenieria sociale. Consideriamo la legge del figlio unico.
Sulla carta una soluzione efficace per mantenere la popolazione stabile. Ci furono milioni di aborti femminili e oggi ci sono oltre 60 milioni di giovani cinesi che non trovano moglie (come riporta l’università di Harvard) Ora la Cina si lancia in un nuovo esperimento e, per molti aspetti, potrebbe essere il padre di tutti gli esperimenti d’ingenieria sociale.Il progetto vede la sua definizione nel 2014 ma solo di recente ha cominciato a far parlare di sé oltre la muraglia. Nel 2014 un anonimo ordine del giorno nell’organo di governo cinese riporta sulla “creazione di una proposta di attuazione per la costruzione di un sistema di credito sociale (l’intero ordine in questo link tradotto dal cinese.)”

La visione del governo cinese è che sia necessario definire una soluzione di rating, o di valutazione, di ogni singolo cittadino. Chi mette la tecnologia? Per trovare dei validi partner il governo cinese ha dato mandato a 8 gruppi tecnologici perché producano dei progetti pilota per soluzioni efficaci. Non è difficile immaginare che alcuni giganti dell’Hitech saranno le realtà emergenti che guideranno il futuro “social network” di stato.

Prima di tutto abbiamo il China Rapid Finance, partner di Tencent e sviluppatore della app Wechat con oltre 850 milioni di utilizzatori (di cui la maggioranza sono cinesi).

I 5 parametri di analisi che Sesame Credit utilizza sono molto più inquietanti. I cittadini sono misurati su una base di punteggio che va dai 350 ai 950 punti. Alibaba non rivela quale siano gli algoritmi alla base di questo punteggio, tuttavia ne ha reso pubblici i 5 parametri

Il secondo è Sesame Credit, gestito da Ant Financial Services Group (AFSG), un affiliato della compagnia Alibaba. Ant Financial vende prodotti assicurativi e fornisce prestiti a piccole e medie attività imprenditoriali (es. negozi, ristoranti etc..).

All’interno della galassia di AFSG c’è il colosso Alipay, l’azienda di cui i cinesi usano l’applicazione per le più svariate spese: acquisti online, ristoranti, taxi, rette scolastiche, biglietti del cinema, e anche trasferimenti di denaro tra utenti. Sesame credit si è anche alleata con altre piattaforme che acquisiscono e gestiscono big data. Didi Chuxing, la Uber cinese, e Baihe, la piattaforma di incontri più grande della Cina. Non è difficile comprendere come, con tutti questi partner, la soluzione di Sesame credit possa avere bastanti dati per creare un sistema di rating sociale efficace.


I 5 parametri di analisi che Sesame Credit utilizza sono molto più inquietanti. I cittadini sono misurati su una base di punteggio che va dai 350 ai 950 punti. Alibaba non rivela quale siano gli algoritmi alla base di questo punteggio, tuttavia ne ha reso pubblici i 5 parametri .
Il primo è la storia creditizia: se i cittadini pagano le bollette elettriche o telefoniche in tempo. Il secondo l’abilità a rispettare gli obblighi contrattuali. Il terzo parametro è legato a indirizzi, cellulari e altre coordinate. Il quarto è legato a comportamenti e preferenze. Facciamo alcuni esempli. Consideriamo le abitudini di spesa.

“Qualcuno che gioca ai videgiochi per 10 ore, per esempio, è considerata una persona indolente” spiega Li Yingyun, direttore tecnologico di Sesame “qualcuno che compra spesso pannolini sarà probabilmente un genitore, che ha un bilancio di spesa equilibrato e quindi maggior senso di responsabilità”.

La quinta categoria si riferisce alle relazioni personali e amicali. Traccia le scelte in materia di amicizia on line, e le interazioni tra l’osservato e i suoi contatti (per fare un paragone con facebook potremmo dire i “like” e i “commenti”). Ad Alibaba dichiarano, come riporta Quartz, che qualunque cosa negativa postata sui social media non influenza il punteggio (difficile poter controllare se dicono il vero considerando che il sistema di calcolo del punteggio è segreto!).
Carota o bastone? Come convincere i cittadini ad aderire al progetto pilota? Le soluzioni sono due, carota o bastone. La carota sono gli incentivi.

A 750 punti si ha un processo di applicazione e accettazione di una pratica Visa per la area Schengen (Unione Europea) più rapida e sicura. Se non basta la carota si usa il bastone

Sesame credit, nel caso si raggiungano i 600 punti, permette di avere un prestito a Just Spend fino ad un massimo di 5000 yuan (circa 700 euro), da spendere ( ovviamente) su siti di commerce del gruppo Alibaba. Se si raggiungono i 650 punti si può noleggiare un auto senza lasciare un deposito oppure fare un fast checkin in Hotel e usare il checkin per Vip all’aeroporto di Beijing. A 750 punti si ha un processo di applicazione e accettazione di una pratica Visa per la area Schengen (Unione Europea) più rapida e sicura. Se non basta la carota si usa il bastone.

Quando nel 2020 il governo cinese renderà questo sistema di rating sociale obbligatorio le cose cambieranno molto.

In un altro documento, con il titolo “opinioni orientative del consiglio di stato per stabilire e perfezionare gli incentivi per chi mantiene un comportamento corretto e un sistema congiunto di punizioni per chi viola la fiducia, per accelerare la costruzione di un (sistema) di sincerità sociale”, il menzionato consiglio di stato nel 2016 suggeriva che con un livello di rating sociale basso un cittadino potrebbe avere una serie di costrizioni. Tra le costrizioni ci saranno un collegamento alla rete più lenta, il divieto di accesso a ristoranti e golf club, restrizioni di viaggiare liberamente, una maggior complessità per l’individuo a affittare un appartamento o avere accesso al credito, l’iscrizione dei bambini a scuola etc..

Come riporta il media Business Report del Sud Africa, in un analisi sui big data, nel febbraio del 2017 la suprema corte del popolo (cinese) ha annunciato che a 6.150.000 di cinesi, negli ultimi 4 anni, è stato vietato il diritto di imbarcarsi su voli a causa delle loro azioni social. La stessa cosa succederà in nazioni che hanno una lunga tradizione democratica come Europa e Usa? D’altro canto anche da noi esistono piattaforme sociali come quelle cinesi, e, di recente, l’Ex primo ministro italiano Renzi a chiesto a una piattaforma sociale di controllare e censurare comportamenti scorretti durante le elezioni. Il primo passo è già stato compiuto?

@EnricoVerga

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