Perché Fabio Volo ci ha trollato tutti

Da Renzi a Berlusconi, da Farinetti agli intellettuali di Sinistra, lo showman navigato ha fatto la scheggia impazzita dicendo cose di assoluto buon senso.

Fabio Volo
30 Novembre Nov 2017 1205 30 novembre 2017 30 Novembre 2017 - 12:05

In questi giorni Fabio Volo sta girando l’Italia per promuovere il suo ultimo libro, Quando tutto inizia (Mondadori) ma non è per questo che si è guadagnato i riflettori. Domenica e ieri, infatti, ha avuto modo di dire la sua criticando più o meno apertamente Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sul tema dello Ius Soli. All’ex Presidente del Consiglio 1, nonché suo editore, Volo ha detto «Non è una cosa figa quella che ha detto» dietro le quinte di Che tempo che fa, dove entrambi erano ospiti. All’ex Presidente del Consiglio 2, nonché persona con cui spesso ci sono state dimostrazioni di stima e vicinanza “pop”, ospite improvvisato alla presentazione del libro organizzata da Oscar Farinetti presso la Fondazione Mirafiore di Serralunga, ha contestato la poca chiarezza delle sue posizioni lasciando addirittura la sala e le 500 persone presenti (oggi, a parziale rettifica, è arrivato un tweet di scuse). Paradossalmente, questa mattina, un intero popolo di Sinistra si è trovato nella scomoda situazione di dover solidarizzare con chi per anni ha sempre visto come un nemico culturale (e per questa volta non è né Renzi, né Berlusconi).

Insomma, in due semplici mosse - strumentali, promozionali, per guadagnare titoli e visibilità finché vogliamo - Fabio Volo ci ha trollato tutti.

Insomma, in due semplici mosse - strumentali, promozionali, per guadagnare titoli e visibilità finché vogliamo - Fabio Volo ci ha trollato tutti. Ha trollato Silvio Berlusconi, che in questo momento sta vivendo una sorta di seconda giovinezza di cui nessuno sembra preoccuparsi, andando a dirgli che le sue posizioni (soprattutto accomunando extracomunitari e terroristi) non sono degne della sua storia. Ha trollato Matteo Renzi, lasciandolo lì davanti alle sue responsabilità politiche (il dietrofront sullo Ius Soli) e al suo tradimento verso il “pop” in favore di un politichese stanco. Ha trollato i rispettivi elettorati, moderati, di entrambi gli schieramenti, che per anni hanno comprato in massa i libri di Volo e gli hanno garantito il suo successo come uomo di spettacolo. Ha trollato, ultimo ma non ultimo, il popolo di Sinistra che non gli ha mai concesso una dignità artistica e intellettuale (che peraltro non ha mai cercato) e che lo ha sempre considerato il male ben oltre demeriti che non ha. Un popolo che oggi si ritrova a dover stare dalla sua parte perché con due frasi non solo ha detto “cose di Sinistra”, ma ha anche garantito al tema una visibilità che pochi avrebbero potuto ottenere.

Anti-intellettuale dichiarato, pop, alfiere del pensiero semplice (e debole) e per questo preso in carico da politici anti-intellettuali, pop, alfieri del pensiero semplice e debole, Fabio Volo ha dimostrato che è possibile prendere posizione in modo netto su un tema di assoluto buon senso senza troppi giri di parole.

Anti-intellettuale dichiarato, pop, alfiere del pensiero semplice (e debole) e per questo preso in carico da politici anti-intellettuali, pop, alfieri del pensiero semplice e debole, Fabio Volo ha dimostrato che è possibile prendere posizione in modo netto su un tema di assoluto buon senso senza troppi giri di parole. Da showman navigato, sa benissimo che non tutti possono permettersi questa presa di posizione (chi andrebbe a battere sul petto di Silvio Berlusconi? Chi lascerebbe una sala con Renzi e Farinetti?), ma sa anche che il fine giustifica i mezzi. Alla fine, se lo avesse fatto con Salvini o con Di Maio probabilmente non se ne sarebbe parlato in questi termini. Non facciamone una bandiera, ma oggi ha vinto lui. That’s entertainment.

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