La guerra tra Renzi e Visco è un regalo di Natale in anticipo al Movimento Cinque Stelle

Ieri la Commissione Banche ha fatto segnare un punto a favore di Renzi e messo sul banco degli imputati Bankitalia, domani chissà. Hanno senso, inchieste del genere nell'imminenza del voto? Il leader Dem ha fatto bene i suoi conti? Crediamo proprio di no

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1 Dicembre Dic 2017 0750 01 dicembre 2017 1 Dicembre 2017 - 07:50
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Quando cominciano le guerre, non si sa mai come finiranno. Ma questa strana guerra tra il Partito Democratico e Bankitalia, tra Renzi e Visco, ha tutto il sapore di una battaglia all’ultimo sangue i cui esiti sono in realtà molto semplici da immaginare.

Intendiamoci: ha ragione Matteo Renzi a voler fare chiarezza sulle responsabilità di Palazzo Koch e della Consob. Ha ragione a chiedere conto a Visco e Vegas di una vigilanza quanto meno fallace, di tutele opinabili a istituti come la Popolare di Vicenza di Gianni Zonin, i cui guai erano tutti lì sul tavolo, per chi avesse voluto vederli, di consigli per gli acquisti (e le fusioni) clamorosamente sbagliati. Ha ragione perché azionisti e contribuenti - e territori e imprese - hanno speso una barca di soldi (e continueranno a spenderne) a causa delle crisi delle sette banche (le quattro piccole, le due venete ed Mps) e le responsabilità devono essere chiare.

Hanno ragione, ma qualche dubbio viene, leggendo le dichiarazioni di queste ore. Che fanno assomigliare la Commissione Banche più a un tentativo in extremis di riabilitare Matteo Renzi e Maria Elena Boschi a pochi mesi dalle elezioni che un tentativo laico e responsabile di far luce su una stagione oscura. Così fosse – e così appare, visto il tono delle dichiarazioni di Matteo Orfini e degli strilli sulle prime pagine dei giornali – prepariamoci al peggio. Perché quel che uscirà dalla cucina, da oggi in poi, saranno polpette avvelenate, cucinate col solo intento di avvelenare il dibattito, ognuna delle quali servita al tavolo dei giornali amici.

Ci mette poco, un’inchiesta giusta, una sacrosanta ricerca della verità, a trasformarsi in un teatrino. E ci mettono poco, le testimonianze, a diventare oggetti contundenti nel dibattito politico. Oggi è toccato a Renzi, usare contro Visco quella del procuratore di Arezzo Roberto Rossi. Domani chissà

Ci mette poco, un’inchiesta giusta, una sacrosanta ricerca della verità, a trasformarsi in un teatrino. E ci mettono poco, le testimonianze, a diventare oggetti contundenti nel dibattito politico. Oggi è toccato a Renzi, usare contro Visco quella del procuratore di Arezzo Roberto Rossi, che di fatto ha detto quel che tutti sapevamo e già sapevamo e già avevamo scritto: che il ruolo di Pier Luigi Boschi, in questa vicenda, è molto più marginale del cognome che porta e di quello che gli hanno disegnato attorno i media. E che Bankitalia aveva più di un occhio di riguardo per la Popolare di Vicenza.

Domani chissà. Le opposizioni avranno buon gioco, ad esempio, a chiedere la testimonianza a Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di UniCredit se è vero che Maria Elena Boschi gli chiese di comprare Etruria, come scritto da Ferruccio De Bortoli nel suo libro. O a spulciare il libro mastro dei grandi debitori del Monte Dei Paschi alla ricerca di imprenditori amici del Partito Democratico. O a ricostruire gli errori del governo in relazione all'ultimo aumento di capitale di Mps, nell'imminenza del referendum costituzionale. O a fare luce sulle consulenze che il governo guidato da Matteo Renzi ha affidato proprio allo stesso pubblico ministero Rossi che indaga su Banca Etruria. E allora saranno altri politici e altri giornali a strillare sulle prime pagine dei giornali, altri i titoli, altri i presunti colpevoli nel mirino.

Non ci vuole un genio per capire chi ne beneficerà: chi come il Movimento Cinque Stelle non ha di sicuro alcuna parte in commedia in questa vicenda, se non quella di difensore dei risparmiatori e fustigatore delle istituzioni, avrà gioco facile a denunciare il marciume, mentre volano gli stracci e la merda schizza dal ventilatore. Domanda ingenua: Matteo Renzi ha valutato questa eventualità, mentre muoveva guerra a Visco? O ancora una volta è stato accecato dalla sua considerazione di sé, dalla sua presunzione di invincibilità, dalla sua indole di giocatore da all in? Sincronizzate gli orologi: lo scopriremo tra molto poco.

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