Le popolazioni del mondo che non sanno dire la "m"

Esistono alcune lingue, pochissime, che non prevedono, nel loro sistema, le bilabiali. Come è possibile? Secondo alcuni è tutta colpa dei piercing

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NATALIE BEHRING / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

2 Dicembre Dic 2017 0745 02 dicembre 2017 2 Dicembre 2017 - 07:45

Nonostante siano i suoni più facili da eseguire, ci sono lingue che non hanno né “m” né “n”. Non sono tante e nemmeno troppo diffuse: sono i dialeti della famiglia degli Irochesi. L’Onondaga, il Seneca, il Susquehannock, il Cayuga, l’Oneida e il Mohawk non hanno le coiddette bilabiali. Niente “mamma”, niente “nanna”, niente “niente”.

E come si spiega questa singolarità? In genere non ci si avventura in questo tipo di interrogativi e si accetta il dato come è, visto che le lingue evolvono seguendo, più che la logica, le abitudini dei parlanti. In questo caso un sospetto si può avanzare: si può dire, ad esempio, che è tutta colpa dei piercing.

Sono uno degli usi tradizionali di queste tribù. I piercing al labbro (spesso molto grandi) costituiscono uno degli impedimenti principali alla pronuncia delle bilabiali. È possibile che, vista la loro difficoltà, abbiano smesso di usarle tout court? Non è chiaro. Ci sono alcuni gruppi in cui l’uso dell’anello è limitato a uno dei due generi, in altri invece è generalizzato. È proprio in questi che le bilabiali sono scomparse. Due indizi fanno una prova?

Può essere. Vista la rarità del fenomeno (non presente in nessuna altra lingua) è possibile ipotizzare che, per una volta, le abitudini e gli usi estetici delle popolazioni possano incidere sulla pronuncia delle parole.

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