Altro che tettone al mare: per salutare il 2018 ci vuole il calendario di Stalin

Lo ha messo in commercio, tra le polemiche, una catena libraria russa. La figura del dittatore sovietico, nonostante le purghe e le atrocità commesse, è in fase di riabilitazione

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Vasily MAXIMOV / AFP

4 Dicembre Dic 2017 1200 04 dicembre 2017 4 Dicembre 2017 - 12:00

Si stava meglio quando si stava baffoni. Più o meno è questo il clima (freddo) che si respira in Russia, visto che una delle più importanti catene librarie del Paese ha deciso di mettere in vendita, per salutare il nuovo anno, un calendario con immagini e citazioni di Iosif Stalin. Proprio lui.

È successo a Ekaterinburg e, come era ovvio, si è subito scatenata la polemica. La memoria del dittatore sovietico, anche se negli ultimi anni sembra destinato a una riabilitazione, resta ancora piuttosto controversa. C’è chi continua a detestarlo e chi invece – spesso le generazioni più giovani (e quindi più distanti) – lo rivaluta, soprattutto ricordando la sconfitta inflitta ai tedeschi (con cui però aveva anche firmato un accordo di non-aggressione) nella seconda Guerra Mondiale e la rapida, anche se costosa, crescita industriale che trasformò la Russia in una potenza mondiale.

Sono i fasti, più che i disastri, che restano legati alla figura di Stalin. A cento anni dalla Rivoluzione Russa (passata in sordina) i miti della storia comunista del Paese, ormai transitato armi-bagagli-e-immaginario-collettivo al capitalismo, tornano a galla. Ma forse è ancora troppo presto: il calendario, dicono alcune fonti, sarebbe già stato ritirato.

In Europa, invece, ci consoliamo con il calendario dell’avvento con Emily Ratajkowsky.

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