La sinistra è morta all’Ilva di Taranto

Quella dell’impianto siderurgico pugliese è una vicenda enorme, che coinvolge decine di migliaia di lavoratori e il diritto alla salute di una comunità. In tutto questo, le due sinistre italiane - né Renzi, né Grasso - hanno una posizione chiara. Avanti così, verso l'irrilevanza

Ilva Taranto Linkiesta
4 Dicembre Dic 2017 0745 04 dicembre 2017 4 Dicembre 2017 - 07:45
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Sulla vicenda Ilva sappiamo tante cose. Sappiamo che è complessa, innanzitutto. Perché se un’azienda decide di mettere 2,4 miliardi in investimenti industriali e progetti ambientali nell’acciaieria più grande d’Europa, col corollario di 10mila nuovi posti di lavoro, è indubbiamente un’ottima notizia. Allo stesso modo, però, l’allungamento dei tempi del piano di recupero ambientale è una brutta notizia – certificata dall’Arpa e sottoscritta da un profondo conoscitore della vicenda Ilva come l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini - soprattutto per gli abitanti del quartiere Tamburi, a poche centinaia di metri dal campo minerario, le cui scuole non aprono ogni volta che tira vento, per evitare che i bambini respirino veleno.

Nel frattempo, mentre tutto questo accade, si sente dire che serve la sinistra. Che serve per combattere le onde nere, i fascismi di ritorno, i populisti, le destre vere e quelle mascherate. Perfetto: ma come la mettiamo con l’Ilva? Che opinione avete in proposito? Vanno bene 10mila nuovi posti di lavoro e 2,4 miliardi di investimenti o ha ragione Emiliano a ricorrere al Tar contro il decreto ministeriale per difendere, qui e ora, la salute dei tarantini? Va bene tornare a produrre acciaio, a costo di inquinare – meno ma comunque un bel po’ – l’aria, oppure è meglio importarlo dalla Cina, dall’India e da ovunque vi siano governi che non si pongono certe remore?

Di fronte a questa domanda, la sinistra non sa, o comunque non risponde. Non sa Renzi, che evidentemente ritiene molto più importante – bontà sua – occuparsi di fake news e bufale online. E se non lo sa il suo segretario, figurarsi se lo sa la base: così, mentre il sottosegretario Teresa Bellanova sta con il ministro Calenda e contro Emiliano, i consiglieri regionali pugliesi sono usciti dall’aula o si sono astenuti quando un loro collega ha promosso un ordine del giorno che prevedeva, tra le altre cose, il ritiro del ricorso al Tar promosso dalla Regione contro il decreto del Governo.

Di fronte a questa domanda, la sinistra non sa, e comunque non risponde. Non sa Renzi, che evidentemente ritiene molto più importante – bontà sua – occuparsi di fake news e bufale online. E anche dalle parti di “Liberi e Uguali”, nel giorno della fondazione del nuovo soggetto politico a sinistra del Pd, tutto tace sulla vicenda Ilva

Nemmeno a sinistra del Pd il quadro è chiaro. Nel giorno della nascita del nuovo soggetto politico “Liberi e Uguali” tutto tace sulla vicenda Ilva. Il neo leader Piero Grasso parla di dignità del lavoro, di diritti e di doveri, di Falcone e Borsellino - e di Renzi, ovviamente - ma non risulta abbia rilasciato memorabili dichiarazioni programmatiche sul sito tarantino, così come del resto i suoi compagni di viaggio.

La stessa Cgil ha le idee un po’ confuse, se è vero che Susanna Camusso ha definito il ricorso di Emiliano «un gioco da bambini», sebbene la Fiom di Maurizio Landini sarà l’unica sigla sindacale che non parteciperà al presidio sotto la sede della Regione Puglia per convincere Emiliano e compagni a ritirare il ricorso al Tar. Motivo? «Non è utile per raggiungere l’obiettivo», disse l’uomo che meno di un mese fa ha occupato l’Ilva di Genova ,perché «lo Stato ci costringe a fare i matti». Mistero.

Di certo c’è che su vicende come questa una linea ce la dovete avere, care sinistre in cerca d’autore. E se non ce l’avete, se pensate che siano più importanti le fake news o la distanza dal Pd del destino di 35mila lavoratori – sommando addetti, indotto e nuove assunzioni previste -, o che un feticcio giuslavorista come l’articolo 18 sia più meritevole d’attenzione delle politiche industriali non è che non siete di sinistra. Semplicemente, non siete. E qualunque colore va bene, alla gente, persino il nero pece, se l’alternativa è trasparente.

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