I social non sono il male. Anzi, favoriscono sentimenti e relazioni

Il virtuale forse non è così distaccato dal reale: ogni giorno sui social vanno in scena sentimenti forti, relazioni profonde e storie importanti

Social Linkiesta
13 Dicembre Dic 2017 1500 13 dicembre 2017 13 Dicembre 2017 - 15:00
Tendenze Online

La mia asserzione è molto semplice: web e social favoriscono i sentimenti. È un’affermazione che va decisamente controcorrente rispetto alla tendenza di tanti intellettuali accademici che a web e social imputano la liquefazione delle relazioni e il cosiddetto consumismo dei sentimenti. Fra poche righe cercherò di confutare la loro depressivissima idea, ma lasciatemi all’inizio vincere facile.

Isabella ha otto anni, è la bimba di mio figlio, abita a Los Angeles: la vedo quattro volte all’anno dal vivo, e ogni giorno su Skype, e se Skype non esistesse lei e io saremmo disperati, ci mancherebbe quell’inestimabile flash di quotidiana energia vitale senza il quale la nostra esistenza sarebbe molto più triste. E quando sono con lei dal vivo in California, Skype e le mail mi permettono di abbeverarmi della mia meravigliosa moglie a Milano, che non starei mai lontano da lei per dieci minuti, figuriamoci se non potessi vederla per quindici giorni. Grandi, assoluti sentimenti e un solido wifi: non mi riesce di trovare combinazione più appassionante.

Sì, lo so, l’appello al cuore – ognuno ha una storia simile alla mia da raccontare – può sembrare captatio benevolentiae. Allarghiamo l’inquadratura, allora. Il madornale errore di tanti sta in quella meccanica divisione fra ciò che è “reale” e ciò che è “virtuale”: ecco no, questa è un altra delle disfunzioni della mente binaria, incapace di vedere che fra biologico e tecnologico, fra incontri dal vivo e relazioni nei social, non soltanto non c’è contraddizione ma anzi ci può essere fertilissima coevoluzione. Come si può, Zygmunt Bauman, definire “una trappola” qualcosa che dà a milioni di umani ogni giorno la possibilità di entrare in relazione con altri umani con cui altrimenti non avremmo mai stabilito alcun contatto? Hanno idea i dolenti malcontenti di quanti sentimenti forti, quante relazioni profonde, quante storie importanti, sono nate nei social? E non è forse quanto di più naturale che una relazione fra persone che per lungo o breve tempo si trovano distanti prenda entrambe le forme, quella dell’incontro caldo dei corpi e quella visiva, vocale, emotiva in rete?

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