Le migliori gaffe di Joe Biden, l’ex vicepresidente che chiamavano "buffone"

È sempre stato famoso a Washington per dire sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato. Nel modo sbagliato. A giudicare dalle sue "rivelazioni", non ha perso il vizio

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Craig Barritt / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

15 Dicembre Dic 2017 0800 15 dicembre 2017 15 Dicembre 2017 - 08:00

Interferenze straniere sul voto italiano? Neanche mezza. Almeno così dicono quelli dell’intelligence italiana, rispondendo alla mezza riga dedicata all’Italia nell’articolo scritto dall’ex vice-presidente Usa Joe Biden su Foreign Affairs. Secondo il vice di Obama, dopo aver fatto trionfare Donald Trump, “la Russia non si è per nulla arresa e ha fatto simili mosse in un gran numero di paesi europei, tra i quali i Paesi Bassi (dove ci sono stati dei referendum per l’entrata dell’Ucraina nell’Unione Europea), l’Italia (dove si è votato per riforme costituzionali) e in Spagna, dove la questione era la secessione della Catalogna. La Russia ha anche supportato Alternativa per la Germania [AFD], il partito tedesco di estrema destra, con lo scopo di fargli prendere più voti amplificando i suoi messaggi sui social. La stessa cosa sta ora succedendo in Italia: con il supporto russo, in vista delle prossime elezioni parlamentari, alla Lega Nord e al populismo del Movimento 5 Stelle”.

Come è ovvio, sono partite le speculazioni. La Stampa ha intervistato il co-autore, Michael Carpenter, sottolineando che “hanno le prove”. Da parte loro, gli interessati – cioè i Cinque Stelle e la Lega – hanno smentito tutto. Dove sarà la verità? Chi può dirlo. LinkPop non lo sa e non si esprime. Suggerisce però di prendere con le pinze le dichiarazioni di un signore che, almeno nel 2012 – ben prima dell’avvento di Donald Trump, quindi – la maggioranza degli americani non esitava a definire “stupido”, “ridicolo”, “buffone” e “uno scherzo”. Il motivo? Le sue celebri gaffe.

Joe Biden è sempre stato un gaffeur cronico, l’uomo che riusciva sempre a dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato, nel modo sbagliato. Time ha raccolto le sue dieci migliori (leggi: più gravi) e le ha messe in fila.

Si parte dal marzo 2010, quando in occasione delle celebrazioni della festa di San Patrizio, ha scelto un minuto per ricordare la morte della madre del primo ministro irlandese. La quale, però, era vivissima. L’anno prima, di fronte all’epidemia di febbre suina, aveva consigliato ai suoi familiari di non andare in Messico. Ma non perché il Paese non era sicuro (no no), bensì perché “stare in un luogo chiuso come un aereo sarebbe stato pericoloso”. E come dimenticare la storia di Chuck Graham, senatore del Missouri? In un incontro per la campagna elettorale, Biden lo aveva invitato ad alzarsi in piedi: “Alzati, Chuck, così ti vedono. Oh, perdonami, cosa sto dicendo”. Il senatore era su una sedia a rotelle.

Ma non è l’unica volta. Nel 2009 aveva lasciato trapelare alcuni dubbi sullo stimolo fiscale di Obama, dicendo che “Se facciamo tutto nel modo giusto, se lo facciamo con la massima sicurezza, c’è ancora un 30% di possibilità che vada nel modo sbagliato”. In seguito il presidente, consapevole di trovare appoggio nel pubblico, minimizzerà la sua affermazione: “Non ricordo a cosa si riferisse Joe di preciso, ma non è strano”.

Nel 2007 la sua insipienza lo aveva portato a dire, suo malgrado, anche cose piuttosto razziste. Parlando del giovane candidato Obama, ricorda che “È il primo africano-americano di tendenza, che sa parlare bene, è sveglio, pulito e di bell’aspetto”. Poi si è scusato, ma non aveva capito bene, visto che l’anno dopo fa un altro errore del genere, stavolta con gli indiani: “In Delaware – dice – la popolazione che cresce di più è composta da indiani americani, che provengono dall’India. Non si può entrare in un 7/11 o un Dunkin’ Donuts senza un leggero accento indiano: non sto scherzando!”.

Visto il personaggio, allora, qualche dubbio sulle sue affermazioni va coltivato. Siamo sicuri che parlasse davvero di Russia e di Italia? Siamo certi che sappia di cosa parla quando si riferisce alle “interferenze del Cremlino?”. Del resto non è facile credere – senza nessuna nessuna prova – a un ex presidente che sosteneva di essere nella metà più alta dei laureati della sua università – e invece arrivò 76esimo su 85?

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