Tutti possiamo essere "eroi", è possibile (prendiamo spunto dal passato)

Un viaggio in Sicilia a ritroso nel tempo, per cambiare la nostra percezione del mondo e per tornare ad essere "eroi"

Eroe Linkiesta

Un viaggio in Sicilia a ritroso nel tempo, per cambiare la nostra percezione del mondo e riscoprirci "eroi"

15 Dicembre Dic 2017 1140 15 dicembre 2017 15 Dicembre 2017 - 11:40
Tendenze Online

Da quando nel settembre dell’anno scorso è uscito il mio libro, Il tempo dei nuovi eroi (Mondadori), ho girato l’Italia per parlare della rivoluzione che secondo è essenziale mettere in atto per cambiare percezione del mondo. Dobbiamo fare parte del cambiamento e questo cambiamento va diffuso, condiviso, regalato agli altri (questa la base di quella che chiamo economia 0.0). Sono passato per molti luoghi, ho incontrato tantissime persone, ho raccolto suggerimenti e domande, ma poche volte mi è capitato di essere emozionato come nel caso del mini-tour con cui ho visitato tante persone in Sicilia.

Quando è balenata l’ipotesi di parlare del tempo dei nuovi eroi in questa meravigliosa isola mi è venuta quasi una folgorazione: perché non averci pensato prima? La Sicilia è di per sé una terra eroica: affonda la sua solare bellezza nella classicità, nei miti greco-romani; ha dimostrato nei secoli una capacità resiliente di sopportare gli urti delle invasioni e di farsi ricca della multiculturalità che l’ha attraversata; e nella storia recente, spesso preda di cancri criminali che sembrano impossibili da sradicare del tutto, è stata culla di personaggi che noi tutti consideriamo eroi nazionali.

Ma solo pensando alle leggende antiche, capiamo già quando il territorio siciliano sia ammantato di un misticismo eroico: Ulisse qui vi sconfisse Polifemo, che dimorava ai piedi dell’Etna (secondo altre versioni nelle Egadi), e sfidò indenne il passaggio dello Stretto di Messina, popolato dai mostri Scilla e Cariddi; oppure l’intrepido re Cocalo ospitò Dedalo dopo la fuga dal labirinto del Minotauro, facendosi costruire l’inespugnabile fortezza di Camico. E, ancora, in tempi recenti, c’è la storia di Colapesce, giovane dall’abilità di stare a lungo sott’acqua; sfidato da Federico II di Svevia, notò che l’isola era sorretta in profondità da dei pilastri, di cui uno stava per cedere, quindi rimase sommerso a sorreggerla al suo posto.

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