Salvate il sito internet aziendale, regno delle frasi fatte e dell’autoreferenzialità

Tutti siamo leader, tutti coniughiamo tradizione e innovazione, ma ci dimentichiamo le informazioni più importanti. Piccolo compendio per non fare disastri (o per rimediarli) nella creazione della vetrina web della vostra impresa

Sito Internet Linkiesta
18 Dicembre Dic 2017 0755 18 dicembre 2017 18 Dicembre 2017 - 07:55
WebSim News

Il sito. È qui che l’aziendalese si esprime al meglio! Il sito è importante, ma pare che in azienda siano in pochi ad esserne consapevoli, management in primis. Perché è importante? Perché la prima impressione conta, conta eccome. Spesso gli altri fanno la nostra conoscenza proprio accedendo al nostro sito. Leggono quello facciamo e il più delle volte iniziano dalla home. E lì, come iniziano, finiscono.

Le pagine che soffrono di più sono la home, il chi siamo con aggiunta di valori e mission: il trionfo dell’autoreferenzialità, dei tecnicismi ignobili, del barocchismo più esasperato, della ripetizione di concetti vuoti. Siamo tutti leader, abbiamo successo da sempre, per non parlare di come sappiamo capire i bisogni dei clienti e sposare innovazione e tradizione! Abbiamo anche a cuore le persone e mettiamo al centro i clienti e, come va di moda oggi, anche i collaboratori. E così i nostri lettori, sempre più assopiti e meno interessati, si domandano che cosa facciamo veramente, chi ci sia al di là di quel gelido e inerme schermo, e soprattutto si chiedono perché dovrebbero anche solo avere voglia di scoprire di più.

Il sito è un biglietto da visita. Non è tutto, ma è molto. Come le cucine di un ristorante: se ci capitasse di buttarci l’occhio e scoprirle sporche, disordinate e maleodoranti, per quanto bella e raffinata possa essere la sala, ci sarebbe qualcosa di dissintono che ci infastidirebbe e influenzerebbe il nostro giudizio e persino la percezione della qualità del cibo. Spesso ci si concentra di più sugli aspetti architettonici del sito, a discapito della parte più importante: come raggiungerci e contattarci. Non ci sono ricette magiche, ci sono alcuni consigli che possono migliorare la leggibilità e prolungare la permanenza dei lettori. A nessuno piacerebbe che un ospite se ne andasse dopo poco infastidito dalla nostra accoglienza, no?

Siamo tutti leader, abbiamo successo da sempre, per non parlare di come sappiamo capire i bisogni dei clienti e sposare innovazione e tradizione! Abbiamo anche a cuore le persone e mettiamo al centro i clienti e, come va di moda oggi, anche i collaboratori

  1. Come diceva Donald Murray “La brevità viene dalla selezione e non dalla compressione”.
  2. L’occhio di terzi: fate leggere il sito ad un bambino di 10 anni. Se capisce tutto o quasi siete a cavallo.
  3. Via i tecnicismi di settore se superflui. Se non fossero sostituibili, spiegateli.
  4. Non fatevi ossessionare dalle parole ripetute. Roma è Roma, non fatela diventare la Città della Lupa, la Capitale d’Italia e La città capitolina.
  5. Lo so che siamo tutti eccellenti, eccezionali, efficaci, leader, di successo, innovatori, implementiamo e altro ancora. Ma proviamo a scrivere con parole semplici, che non vuol dire banali.
  6. Individuate una struttura: se parlate delle origini degli anni ’60, poi saltate a oggi, e poi tornate a raccontare di 10 anni fa risulterete faticosi. È una narrazione cronologia: seguitene la logica.
  7. Al di là dello schermo c’è qualcuno: chi è il mio lettore? Che conoscenze ha? Dove leggerà? Quando lo farà? Che cosa vogliamo ottenere? Che sentimenti e aspettative nutre?
  8. Non parlate dell’azienda come se fosse un soggetto terzo: l’azienda non fa, noi facciamo.
  9. Non fate l’errore di voler piacere a tutti.

Come sempre, non regole ma strumenti.

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