Col nuovo Star Wars l'Occidente è alla frutta: non sappiamo più fare niente di nuovo

“Star Wars - Episodio VIII” è incentrato sulla nostalgia di quello che eravamo, e come lui buona parte della filmografia di oggi. Ecco perché Star Wars è la testimonianza galattica del tramonto dell’Occidente ormai avvenuto

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19 Dicembre Dic 2017 1115 19 dicembre 2017 19 Dicembre 2017 - 11:15

Star Wars. Episodio VIII. Sottotitolo: ‘Giramento imperiale di coglioni’. Porto il figlio e banda di baby cretini al cinema. Si divertono. Per loro è come un videogame. Il film – chi lo ha visto lo sa – è una cretinata che rende Balle spaziali di Mel Brooks – uscito trent’anni fa, auguri – serioso e austero come l’Agamennone di Eschilo. Ma il problema non è quello. L’aspetto interessante dell’ultimo ciclo di Star Wars è che si sviluppa totalmente sulla nostalgia. Nostalgia di quando Luke Skywalker era un ventenne spavaldo di nome Mark Hamill e non quel bolso insoddisfatto in esilio dalla fama da troppo; di quando Harrison Ford guidava le astronavi con gigiona virilità; di quando Carrie Fisher era quel gran bel pezzo di Leila e non la brutta copia di mia zia. La nostalgia attanaglia gli adulti che rimpiangono quando erano giovani&baldi, quarant’anni fa; la nostalgia sta nel cervello scaltro di George Lucas, che non riesce a fare altri film se non il catatonico calco del primo. La nostalgia di ciò che eravamo e la certezza che non sappiamo più fare niente di nuovo: questa è la sintesi del nuovo ciclo di Star Wars, che poi è il virus della cinematografia di oggi, fatta di remake (l’ultimo? Assassinio sull’Orient Express), di restyling della solita storia (Dickens: l’uomo che inventò il Natale), ripigliando dall’oblio i cari, stinti eroi del tempo che fu (dall’Uomo Ragno a Winnie the Pooh, che riappare in Vi presento Christopher Robin). Insomma, è sempre l’eterno ricordo dell’uguale, la stessa lacrimuccia sul tempo inesorabilmente trascorso. Ecco perché Star Wars, che secondo Andrea Coccia è la testimonianza della fine del vecchio Star Wars, per me è la testimonianza galattica del tramonto dell’Occidente ormai avvenuto.

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