Crepa catalana: gli indipendentisti vincono, ma senza l’Europa Puigdemont è disarmato

Gli indipendentisti vincono, sì, ma ancora non è chiaro come potranno formare un governo. E senza l’Ue la vittoria di Puigdemont e soci ha un mero valore simbolico e nessun valore fattuale

Carles Puigdemont_Linkiesta
22 Dicembre Dic 2017 0745 22 dicembre 2017 22 Dicembre 2017 - 07:45

Raccontano alcuni snodasti che alle penultime elezioni catalane erano stati commissionati una decina di sondaggi in tutto. In quelle che si sono tenute ieri, solo nell’ultima settimana, invece, ne sono stati commissionati quindici. Segnale di un’attenzione enorme, figlia di quanto accaduto pochi mesi fa col referendum del 1 di ottobre ed braccio di ferro tra il governo spagnolo e la giunta catalana, dalle violenze prima del voto alla vittoria degli indipendentisti, dalla dichiarazione di indipendenza pronunciata da Puigdemont agli arresti del vicepresidente Junqueras e di sette ministri del Govern catalano. Il tutto, col silenzio assenso dell’Unione Europea, che non ha sposato la causa catalana.

E in fondo, anche oggi che le tre liste indipendentiste hanno vinto le elezioni, conquistando la maggioranza con le unghie e coi denti, la questione è tutta lì: che fa l’Europa? Perché appare chiaro che senza la disponibilità di Bruxelles e degli altri ventisei stati membri a considerare la possibilità di un ingresso della catalogna indipendente nell’Unione Europea, la vittoria di Puigdemont e soci ha un mero valore simbolico e nessun valore fattuale: fuori dall’Europa non può esistere una Catalogna indipendente. Molto semplicemente, perché l’economia catalana può reggere una catalexit dalla Spagna, forse, ma non quella dal mercato comune e dalla moneta unica.

Vittoria a metà, peraltro, quella di Puigdemont, con gli indipendentisti che cedono lo scettro del primo partito, per la prima volta, a un movimento unionista, Ciudadanos, e a una leader in ascesa come Ines Arrimadas. Si tratta di un primato, anche questo, con un mero valore simbolico: con il suo 25,4%, la giovane leader nata in Andalusia non va da nessuna parte, non essendo possibile - nemmeno avesse i numeri - una coalizione anti-indipendenza con socialisti, popolari e Podemos.

Però anche questo piccolo smacco avrà il suo peso, nel chetare la baldanza di Puigdemont. Anche perché Rajoy, da oggi, può contare su un’alleata molto più popolare e carismatica di lui. La partita è appena cominciata, insomma. E sarà dura venirne a capo.

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