La Stangata di Capodanno? È la prova di tutto quel che non va in Italia

Dall'inefficienza energetica alla spesa pubblica che non scende, dalla concorrenza inesistente ai costi occulti scaricati sui consumatori: i rincari record per il 2018 sono un programma politico per chi ha voglia di cambiare l'Italia. Per tutto il resto, ci sono il reddito di dignità e la flat tax

Energia Linkiesta
30 Dicembre Dic 2017 0730 30 dicembre 2017 30 Dicembre 2017 - 07:30
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Se volete, continuate pure a parlare di reddito di dignità, di dentiere per tutti, di tagli shock delle tasse, o di quel che volete sia scritto nei libri dei sogni. La realtà parla un’altra lingua. Che è, anche, la lingua degli aumenti alle tariffe a luce, energia, autostrade, sanità, poste e banche della cosiddetta “stangata di Capodanno”.

L’aumento delle tariffe luce alle famiglie è figlia, tra i tanti fattori concomitanti, anche dello sconto deciso un paio di giorni fa alle imprese energivore, 3000 aziende italiane che pagano l’energia molto più dei loro concorrenti internazionali. Ecco, fossimo in Renzi, Di Maio, Berlusconi ci chiederemmo come mai: se davvero il problema è che ne importiamo troppa dall’estero, o perché ne sprechiamo troppa a causa di impianti vecchi e inefficienti. E ci chiederemmo pure se, insieme al piano Industria 4.0, non sia necessario per la prossima legislatura pure un piano efficenza energetica, per evitare che i costi in parte causati dall’obsolescenza altrui siano scaricati sulle famiglie.

Perché chi racconta che come cittadini siamo più tutelati se teniamo il mercato lontano da noi, sta raccontando fesserie. Stampatevelo in fronte: solo il monopolista può decidere arbitrariamente un aumento del 52% su una tratta autostradale di 31 chilometri come quella tra Aosta Ovest e Morgex

Ancora, gli aumenti di tutte le tariffe autostradali - decisi da concessionari che operano in regime di monopolio - ci spiegano meglio di qualunque altra cosa perché questo Paese abbia bisogno di una sana e robusta iniezione di concorrenza e mercato. Perché chi racconta che come cittadini siamo più tutelati se teniamo il mercato lontano da noi, sta raccontando fesserie. Stampatevelo in fronte: solo il monopolista può decidere arbitrariamente un aumento del 52% su una tratta autostradale di 31 chilometri come quella tra Aosta Ovest e Morgex.

Andiamo avanti: perché di mezzo c’è anche, a quanto pare, un aumento del ticket sanitario di 55 euro, deciso nell’anno in cui il debito pubblico sfonda il suo record di sempre e nella settimana in cui, nel nuovo contratto, viene riconosciuta una tantum di quasi 500 euro nelle buste paga dei dipendenti statali. Arriverà mai il bel giorno in cui lo Stato costa meno, il debito scende e le tariffe vanno giù? Attendiamo fiduciosi, ma dalle sedi dei partiti tutto tace, a quanto pare.

E già che ci siamo parliamo pure dei 38 euro in più di costi bancari - sarebbe interessante ci fosse una commissione banche anche sui costi occulti scaricati sui consumatori, ma vuoi mettere la noia senza la famiglia Boschi di mezzo? - dei 18 euro in più di tariffe postali, delle tasse dei rifiuti che continuano a salire nonostante ci fosse stato detto che differenziare la raccolta sarebbe stato conveniente.

Volevate qualcosa da fare per i prossimi cinque anni? Eccovelo. Senza scomodare redditi di dignità, flat tax e altre amenità varie. Sempre che vogliate cambiarlo davvero, sto Paese, e non soltanto tirare a campare per vanagloria, narcisismo o per gli affaracci vostri.

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