Tecnologia e nuove regole europee: il 2018 è l’anno di svolta del Fintech

Le direttive Mifid 2 e soprattutto Psd2 potranno dirvi poco, ma aprono moltissime strade nel campo dell’innovazione della finanza. Compreso l’ingresso di nuovi grandi operatori

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(FirmBee / Pixabay)

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5 Gennaio Gen 2018 1125 05 gennaio 2018 5 Gennaio 2018 - 11:25
WebSim News

Robo advisory, intelligenza artificiale, analisi dei big data: sono tre degli ingredienti del Fintech. Dal gennaio 2018 ad accompagnarli troveranno una legislazione di derivazione europea molto più attenta alle potenzialità dell’innovazione tecnologica. Tra le novità c’è la Mifid 2, che per la maggiore trasparenza sui costi e per i maggiori oneri in carico a intermediari e case prodotto andrà probabilmente a creare uno spazio nell’industria per le iniziative più agili e innovative rivolte alla clientela mass.

Ma sarà la direttiva Psd2 a cambiare ancora di più le carte in tavola. Ci troviamo di fronte a una rivoluzione copernicana, nella quale le banche dovranno finalmente aprire l’accesso delle proprie piattaforme a parti terze, i correntisti diventeranno proprietari dei propri dati e potranno decidere di integrare i servizi finanziari di cui usufruiscono come meglio credono. Si aprono nuove opportunità, che si esplicheranno in termini di servizi migliori e più personalizzati in una serie di ambiti, dai pagamenti alla gestione delle finanze personali e ai servizi di investimento. Oggi è però difficile prevedere l’impatto e i tempi in cui i risparmiatori potranno godere i vantaggi di tale regolamentazione.

Una terza spinta arriverà poi dai nuovi standard comuni sulla fatturazione elettronica. Bruxelles spera attraverso questa via di aumentarne il tasso di adozione dal 24% al 95% entro il 2024 e ciò comporterebbe risparmi per circa 64,5 miliardi per le imprese.

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* Paolo Galvani è co-fondatore e presidente Moneyfarm

Con la direttiva Psd2, finora poco pubblicizzata, ci troviamo di fronte a una rivoluzione copernicana: le banche dovranno finalmente aprire l’accesso delle proprie piattaforme a parti terze, i correntisti diventeranno proprietari dei propri dati e potranno decidere di integrare i servizi finanziari di cui usufruiscono come meglio credono. Si aprono molte opportunità, per gli operatori e per i risparmiatori

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