Fermi tutti: Hillary Clinton può ancora diventare presidente Usa

Nonostante la sonora sconfitta, il fatto che i giochi siano fatti, uno spiraglio (teorico) per l’ex First Lady rimane. Anzi, tre. E non c’entra nulla il Russiagate

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Brendan Smialowski / AFP

9 Gennaio Gen 2018 1045 09 gennaio 2018 9 Gennaio 2018 - 10:45

Come nei film dell’orrore, quando il mostro sembra sconfitto, in realtà non lo è davvero. Ritornerà (gli spettatori lo sanno) per un ultimo attacco finale: quello definitivo e, di solito, anche quello più cruento. Potrebbe succedere la stessa cosa anche per le presidenziali americane? È molto difficile, ma sì, potrebbe. In questo caso nel ruolo del “mostro” ci sarebbe Hillary Clinton, la quale, nonostante – pare – si sia rassegnata alla sconfitta (dopo un anno e passa) non è, dal punto di vista tecnico, del tutto fuori dai giochi.

I sostenitori democratici si tolgano dalla testa tutte le questioni relative al Russiagate. Se mai dovesse saltar fuori qualcosa di compromettente per Donald Trump, per la Clinton non ci sarebbe comunque nessuna possibilità. Nemmeno un’eventuale prova che le elezioni sono state hackerate dai russi (cosa impossibile, in realtà) potrebbe riavvolgere il nastro della storia e assegnare alla candidata dem la poltrona della Casa Bianca. Le elezioni, del resto, non sono una gara di bici.

Se Trump salta, o muore, o viene colpito da impeachment, al suo posto ci sarebbe il vice, Mike Pence. Se anche lui dovesse saltare, allora salirebbe alla presidenza Paul Ryan, in quanto presidente della Camera dei Rappresentanti. E se perfino Paul Ryan non dovesse essere disponibile, ci sarebbe Orrin Hatch, in quanto presidente pro-tempore del senato Usa (pro-tempore è solo una formula, in quanto il presidente ufficiale è, per legge, il vicepresidente Usa). Come si vede, per la Clinton non c’è spazio. A meno che.

Come si scrive qui, sono tre gli scenari possibili (ma solo in teoria) per cui la Clinton possa diventare presidente Usa per questa legislatura.

Il primo prevede che Pence si dimetta, o sia colpito da impeachment. Trump, allora, decide di scegliere come vice proprio Hillary Clinton (con l’ok da parte delle due camere del Congresso). A quel punto, anche lo stesso Trump si dimette, o viene colpito da impeachment o muore. La Clinton può così diventare presidente. Come si vede, è così improbabile che non esisterebbe nemmeno in una dimensione parallela di Rick & Morty.

Il secondo scenario vede i Democratici prendere la maggioranza alla camera dei Rappresentanti (occorre aspettare le elezioni di midterm, però). Scelgono la Clinton come nuovo Speaker (la legge lo consente: non deve per forza essere un membro della Camera) e, a quel punto, sia Trump che Pence si levano di mezzo, per morte/dimissioni/impeachment.

Il terzo, che è di fatto una riproposizione del primo, prevede che Trump dia un incarico alla Clinton in una posizione di governo che rientri nella linea di sucessione alla presidenza. A quel punto tutti quelli posizionati sopra di lei si fanno da parte (scenario atomico: ad esempio in un attacco terroristico).

Come si può vedere, l’elettore repubblicano può dormire sonni tranquilli. Perché anche se tutto può succedere, tra infiltrazioni russe, impeachment e attacchi terroristici, è del tutto impossibile che Donald Trump assegni un qualsiasi incarico a Hillary Clinton. Se lo facesse, allora sì che gli Usa avrebbero ragione di preoccuparsi per la sua salute mentale.

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