Moscovici, stai zitto: le cassandre europee regalano voti a Lega e Cinque Stelle

Immancabile, arriva il monito agli elettori italiani dell’eurocrate di turno, in questo caso il commissario agli affari economici. Buon ultimo di una categoria di cassandre che preconizzava sciagure in caso di voti anti-establishment, che si sono rivelati dannosi alla loro stessa causa. Anche basta

Moscovici Linkiesta
17 Gennaio Gen 2018 0755 17 gennaio 2018 17 Gennaio 2018 - 07:55

Ogni giorno ha la sua pena. Ieri, ad esempio, abbiamo registrato le intemerate di Pierre Moscovici, commissario agli affari economici dell’Unione Europea, che ha dichiarato, in serie, che «l’Italia si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso», che «Il voto italiano un rischio politico per l'Unione europea», che quelle del candidato presidente della Regione Lombardia del centrodestra Attilio Fontana sulla difesa della “razza bianca” sono «parole scandalose». e che la proposta di Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento Cinque Stelle di sfondare il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil «è un controsenso assoluto».

Amen. Modestamente facciamo notare agli amici di Bruxelles che il loro giochino di spaventare gli elettori promettendo tempeste a ogni tornata elettorale non funziona benissimo. Non ha funzionato con il referendum greco, né con quello britannico, né con quello catalano e nemmeno, seppure il contesto era diverso e l’ingerenza ancora più fuori luogo, nemmeno con le elezioni americane. E non ha funzionato per due motivi. Il primo: che queste ingerenze sul voto altrui da parte di personalità estere, anche se legittimi, sono fuori luogo e di cattivo gusto. Il secondo: che se ha inciso sull’esito del voto, lo ha fatto producendo effetti opposti a quelli sperati. Il terzo: le loro infauste previsioni sul destino avverso che sarebbe toccato in sorte agli sventurati elettori se avessero scelto di spaccare tutto si sono rivelate quantomeno avventate.

L’economia americana, nonostante i problemi e le gaffe di The Donald, va come un treno e gli indici di Borsa, in un anno abbondante di presidenza Trump, sono cresciuti a doppia cifra - Dow Jones a +28,7%, l'S&P500 al 21% e il Nasdaq addirittura del 30,3%, a un anno esatto dal giuramento. Meno, molto meno bene va l’economia britannica. È vero che gli effetti della Brexit, nel bene o nel male, si vedranno tra qualche anno, alla fine dei negoziati, ma Londra finora sembra galleggiare a distanza di sicurezza dalle previsioni delle cassandre. Staremo a vedere. Di sicuro non va male in Italia, per la quale si preconizzavano scenari di terrore senza la vittoria del Sì e che invece da quel momento ha cominciato a vedere un miglioramento di tutti gli indici di crescita e competitività. Non va male nemmeno alla Catalogna, se è vero che il voto post-referendario ha ribadito la fiducia ai movimenti e ai partiti indipendentisti. La Grecia non fa testo, visto che il voto al referendum sul memorandum d’intesa con la Troika è stato sconfessato poche ore dopo.

Facciamo notare agli amici di Bruxelles che il loro giochino di spaventare gli elettori promettendo tempeste a ogni tornata elettorale non funziona benissimo. Non ha funzionato con il referendum greco, né con quello britannico, né con quello catalano

Questo vuol dire che ci ha fatto bene non votare come l’Europa suggeriva? Non necessariamente. Vuol dire che il successo o meno di un’economia è sempre più slegato, perlomeno nel breve, perlomeno oggi, dalle scelte politiche. Dipendendo, piuttosto da fattori che più hanno a che fare con l’andamento dei mercati globali e, nel bene o nel male, dal grado di interdipendenza economica di un Paese col resto del mondo. Pensare che le scelte elettorali possano determinare il futuro è vero solo in parte ormai. Prova ne è che ci sono Paesi europei che non hanno avuto governi per mesi e che sono continuati a crescere senza particolari problemi.

Il lungo periodo è un altra storia, sia chiaro. Ma a volte sarebbe meglio evitare di gridare al lupo, soprattutto se la storia recente dimostra che il lupo non arriva mai, soprattutto se gli appelli allarmistici sono lanciati da istituzioni a loro volta ingerenti su società che si suppongono sovrane, o che vorrebbero esserlo. Non fa onore all’intelligenza di Moscovici e dei suoi colleghi, non averlo capito. O forse sì, vai a capire.

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