Bene Renzi: 9 miliardi alle famiglie con figli sono i soldi spesi meglio di questa campagna elettorale

La proposta contenuta nel programma elettorale del Partito Democratico è aria fresca, finalmente, dopo giorni di sparate costose e demagogiche. Prendiamo e portiamo a casa: e speriamo che da oggi si dibatta di questo. Di una questione demografica, generazionale, femminile che rischia di affossarci

Figli Linkiesta

Immagine con licenza Pixabay.com

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18 Gennaio Gen 2018 0755 18 gennaio 2018 18 Gennaio 2018 - 07:55

Forse esagera chi ne parla come di una rivoluzione copernicana. E forse i toni saranno forse esagerati, forse sarà esagerata l’enfasi, forse a livello elettorale la flat tax e il reddito di cittadinanza avranno anche più appeal, ma la proposta del Partito Democratico e di Matteo Renzi di destinare 9 miliardi alle famiglie con figli, pari a una detrazione mensile di 240 euro per chi ha figli con meno di due anni, di 150 dai 3 ai 17 e di 100 euro fino ai 25 anni è una proposta che tocca nel vivo il problema più serio di questo Paese: la denatalità.

Alla larga i malthusiani, quelli convinti che sia giusto e doveroso che questo Paese decresca, che in Italia ci sia già troppa gente. Facciamo nostre le parole come un demografo come Alessandro Rosina: «Siamo all’Abc della demografia: il problema, perlomeno in Italia e in Europa, è che sono troppi gli anziani - spiega a chi lo interpella sul tema-. Dobbiamo capire come affrontare la sfida della longevità, non negarla parlando di tagli consapevoli della piramide demografica a partire dalla base: è un assurdità e mi stupisco persino ci sia gente che crede a queste idee. Se riduci il numero di figli per donna da 2 a 1,3, tanto più alla velocità con cui l’abbiamo fatto noi, crei soltanto squilibri demografici e sociali. Squilibri che producono i loro effetti nei decenni successivi e da cui poi non ti liberi più».

Uno su tutti? Bene. In questi anni stanno cominciando ad andare in pensione i figli del baby boom, quelli nati dal 1945 al 1964. Un esercito di 18 milioni di persone, nati quando si facevano un milione di figli all’anno. Le cui alte pensioni, vita natural durante (sempre più lunga), saranno una popolazione di giovani decisamente inferiore, quelli nati in questi anni da 500mila culle piene, se va bene, con stipendi molto più bassi e carriere interrotte. Vi piaccia o meno, non ci sono che tre di possibilità: o apriamo le frontiere e importiamo migranti, accettando ogni conseguenza e costo sociale. O qualcuno di buzzo buono si inventa un welfare sensato per le famiglie che decidono di mettere al mondo bambini, gli unici che possono invertire la rotta. Ah, la terza possibilità ovviamente è andare a vedere le carte, ma tenderemmo a sconsigliarla, sia che siate baby boomer, millennial o generazione Y. Nel 2045, stando ai dati del Ministero dell’Economia e della Ragioneria di Stato, nonostante la Fornero, il costo delle pensioni sul Pil salirà di tre punti, dal 15% al 18%. E già oggi è un sistema in disavanzo di 88 miliardi di euro. Tanti auguri.

Si dirà: alzate gli stipendi, riportate lo Stato sociale a livelli anni ’80 e vedrete che i figli arriveranno. Tutte chiacchiere e benaltrismo: se l’obiettivo sono i figli, i figli devono essere i destinatari della misura, punto. Che forse ha il difetto di essere fin troppo timida. E andrebbe ampliata con sostegni ancor più massicci al minimizzare l’impatto della transizione tra maternità e lavoro, oggi come oggi il più grande ostacolo alla carriera delle donne

Si dirà: alzate gli stipendi, riportate lo Stato sociale a livelli anni ’80 e vedrete che i figli arriveranno. Tutte chiacchiere e benaltrismo: se l’obiettivo sono i figli, i figli devono essere i destinatari della misura, punto. Che forse ha il difetto di essere fin troppo timida. E andrebbe ampliata con sostegni ancor più massicci al minimizzare l’impatto della transizione tra maternità e lavoro, oggi come oggi il più grande ostacolo alla carriera delle donne che hanno investito nella loro istruzione, nella loro professione, ma anche nella loro genitorialità, dai benedetti mille nidi in mille giorni che stiamo aspettando da almeno duemila primavere ormai. Da una rimodulazione del peso della cura, che in nessun posto in Italia è così sbilanciato sulla madre e coinvolge così poco il padre.

Tutte cose importanti, ma al momento non sottilizzeremmo. Ci prendiamo un altro barlume di consapevolezza, dopo il piano industriale Calenda - Bentivogli e portiamo a casa. Sperando non sia un chiaro di Luna e che Renzi sia veramente rinsavito dalle sparate su fake news e canone Rai. E abbia davvero ritrovato il tocco magico di capire che proporre al Paese quel che gli serve è molto meglio che correre dietro a quel che dice - o almeno, dicono i social e i sondaggi - di volere. Sperando che gli altri seguano, e che su questo si sviluppi un sano e proficuo dibattito di idee e proposte. Donne, giovani, bambini: questa è la strada giusta. Tutto il resto è cinema.

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