Inglese: tutte le lettere che non si devono mai pronunciare

Anche chi lo studia da poco sa che è una lingua che non si pronuncia come si scrive. Ma questo non vuol dire che il campo, anche per i più esperti, non sia privo di insidie

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da Flickr, di Neal Jennings

20 Gennaio Gen 2018 0745 20 gennaio 2018 20 Gennaio 2018 - 07:45

Si scrivono ma non si pronunciano: le “silent letter” inglesi, cioè le lettere da non dire mai, sono una piccola insidia – non pericolosa, ma rivelatrice – per gli stranieri che imparano a parlare dai libri e dalle grammatiche e non, come fanno i madrelingua, dalla voce pura dei parlanti. Capita di sbagliare, certo. A volte anche agli stessi inglesi (più al contrario, però: le pronunciano giuste ma si dimenticano di metterle nella scrittura), ma è sempre meglio evitare. Anche solo per fare migliore figura.

E allora è meglio segnarsi che, come regola, la “b” non si pronuncia mai in fine di parola se precede una “m”. Esempi? Quanti se ne vogliono: tomb, limb, crumb, dumb, comb, bomb, thumb, climb. In tutti questi casi, la “b” è da dimenticare, scartare, evitare. Lo stesso si può dire per la “b” attaccata alla “t”. Il debito è debt, ma si pronuncia “det”. E lo stesso vale per il debitore, cioè debtor (leggi: detor). E se si ha un dubbio, cioè doubt, si ricordi che anche qui la “b” scompare (daut). È un problema sottile, cioè subtle (da leggere: sàtl).

Il problema è che tutte le lettere possono, a seconda dei contesti, diventare silenti. La “c”, per esempio, scompare in muscle (si pronuncia massl, come le cozze) e in indictment (inditment), la “d” si può dimenticare in handkerchief, o Wednesday (wensday), sandwich e handsome. La h è muta per honest, honour, hour e heir (erede), ma riappare in hereditary, mentre per gli studenti poco avveduti potrebbe risultare scivolosa la “l”, che sparisce in calm (caam), half, talk, walk, ma anche yolk (tuorlo), salmon e balm. Non è una regola, perché sulk e bulk, per esempio, la conservano.

Quasi superfluo ricordare che la “n” non va detta se segue la “m” (come in Autumn, o hymn), e viceversa (mnemonic, mneme); che la “p” non si dice nei composti dal greco come psychiatrist (e tutto ciò che è collegato a psych-), insieme a pseudonym e Pterodactyl, e che la “t” di fasten, bustle, listen, soften, often e così via è “silent”. Non tutti però sanno che la “w” di sword è sbagliata (sood), che lo stesso vale per answer (da non pronunciare), e che chthonic è come tonic. Ma non ci si deve preoccupare: basta un gin, appunto, per parlare con scioltezza

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