Alain Delon scopre un vecchio classico: l'umanità è odiosa, meglio i cani

Il divo per eccellenza del cinema francese è stato molto criticato per aver affermato, in un'intervista, di volersi portare il cane nella tomba

Alain Delon Milano

Alain Delon

22 Gennaio Gen 2018 1055 22 gennaio 2018 22 Gennaio 2018 - 10:55

Se il mondo andasse al contrario, almeno mi verrebbe il capogiro, invece mi girano solo i coglioni. In realtà, il mondo continua a girare oggi con la stessa paziente follia con cui girava ai tempi di Jimmy Fontana – gira il mondo gira nello spazio senza fine. Piuttosto, è l’uomo che è precipitato dal grattacielo della sua grandezza nel tracotante abisso della coglioneria. Esempio bestiale. Alain Delon rilascia una lunga intervista a Paris Match. Il vecchio – ha 82 anni – è ancora un bell’uomo, jeans, camicia, foulard. Titolo sparato, Le solitaire de Douchy. Il solitario di Douchy, micro comune della Loira – poco più di mille abitanti – dove Delon ha la sua tenuta. Quelli di Paris Match sono adorabilmente bastardi perché in calce alla copertina ufficiale con il vecchietto ne piazzano un’altra, di parecchi anni fa. Titolo: Delon: l’Unique. Segue fotografia di Delon da giovane, lineamenti apollinei e occhi glaciali, un figo pazzesco, di cui è inutile, penso, ricalcare la filmografia oceanica che lo rende uno dei titani del cinema mondiale (ne cito tre a casaccio: Rocco e i suoi fratelli, Frank Costello faccia d’angelo, La prima notte di quiete). Beh, Delon al pio intervistatore dice delle cose di appagante ferocia. Esempio: “Odio l’epoca che stiamo vivendo, mi fa vomitare. Ci sono persone che odio. Tutto è falso e contano solo i soldi. Lascerò questo mondo senza rimpianti”. A Delon è capitata la più puttana delle sorti. Gli dèi non invecchiano.

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