I mercati non sono volatili? Bene, ma la pacchia non può durare per sempre

Il campanello suonato da Bloomberg può sembrare paradossale: «La stabilità stessa può generare instabilità». Il problema, con la volatility, è che è difficile capire in anticipo il momento in cui il grilletto scatterà

Stock Exchange Board

(Bryan R. Smith / AFP)

Bryan R. Smith / AFP

23 Gennaio Gen 2018 1450 23 gennaio 2018 23 Gennaio 2018 - 14:50
WebSim News

La volatilità sui mercati negli ultimi anni è stata bassissima e questa, in linea generale, è una buona notizia. A una volatilità elevata, infatti, corrispondono variazioni di prezzo più marcate, mentre a una bassa volatilità corrisponde un andamento del prezzo più docile. Non sempre quando la volatilità è minore i rendimenti sono maggiori, ma di certo si tratta di una fase più stabile e adatta agli investitori avversi al rischio.

Il problema è che la situazione attuale potrebbe arrivare presto a una conclusione. Lo sostiene l’editorialista di Bloomberg View Ben Carlson, in una recente analisi che cerca in primo luogo di capire le cause di un livello di volatilità che è stato basso non solo nel 2017, anno di grande espansione delle Borse, ma anche in tutti gli anni successivi alla crisi. Una delle spiegazioni è che la ripresa post crisi non è stata né troppo calda né troppo fredda. Ora tutti si attendono un movimento robusto. Il problema è che è molto difficile capire il momento esatto in cui il grilletto scatterà.

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La volatilità non è praticamente mai stata così bassa. Gli economisti pensano che sia arrivato il momento della svolta. Per chi non ama il rischio è una cattiva notizia

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