Milano, treno deraglia tra Segrate e Pioltello: 3 morti

Un treno regionale è deragliato tra Segrate e Pioltello, alle porte di Milano. Il bilancio provvisorio di quanto accaduto è di tre morti e cinque feriti gravi. L’incidente è avvenuto alle 7 del mattino

Deragliamento Trenord
25 Gennaio Gen 2018 0910 25 gennaio 2018 25 Gennaio 2018 - 09:10

È di tre morti, secondo quanto riferito dalla Prefettura di Milano, il bilancio provvisorio del deragliamento di un treno regionale di Trenord avvenuto questa mattina tra Segrate e Pioltello, alle porte di Milano. I feriti gravi sono una decina, un centinaio quelli lievi. Sono invece un centinaio i feriti lievi. L’incidente è avvenuto poco prima delle 7 di mattina. Sul treno erano presenti circa 350 persone. Il convoglio era partito da Cremona ed era diretto alla stazione di Milano Garbaldi. Sul posto sono intervenute 11 ambulanze, quattro automediche e l’elisoccorso. I testimoni raccontano che il treno ha tremato per 3-4 minuti, poi c’è stata una lunga frenata. In seguito è avvenuto il deragliamento.

Nei pressi della stazione di Pioltello Limito sono in corso le verifiche da parte dei Tecnici di Rete Ferroviaria Italiana per chiarire le cause del deragliamento. L’attenzione dei tecnici è concentrata al momento sul fatto che ad uscire dai binari sono state le vetture centrali del treno e non quelle di testa e di coda. L’incidente è avvenuto in prossimità di uno scambio.

C’è stato un cedimento strutturale di circa 20 centimetri di binario, circa due chilometri più indietro rispetto al luogo del deragliamento del treno: è quanto è stato accertato dai tecnici di Rete Ferroviaria Italia. Attraverso indagini successive si dovrà stabilire se il cedimento del binario sia stato causa o effetto del deragliamento del treno. Rfi avrebbe escluso un difetto allo scambio. Secondo una prima ricostruzione della società il treno ha percorso circa due chilometri con alcune ruote fuori dalle rotaie prima che una delle vetture andasse a sbattere contro un palo della trazione elettrica e si accartocciasse.

«Aspettiamo le indagini che ci saranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni», commenta Giovanni Abimelech, segretario generale della Fit Cisl Lombardia. «Abbiamo chiesto subito un incontro all’azienda. Abbiamo sentito l’azienda per capire se fossero stati segnalati dei guasti». Resta ancora da chiarire se l‘incidente sia stato dovuto a un problema di rete o di treno. La rete è gestita da Rfi, non da Ferrovie Nord Milano, mentre i treni sono gestiti da Trenord. «Non possiamo ancora esprimerci sullo stato di manutenzione delle reti. I treni sono vecchie macchine date dalle Ferrovie dello Stato», aggiunge Abimelech.

Come sottolinea Stefano Malorgio, segretario generale regionale della Filt Cgil Lombardia, la linea «è un tratto di infrastruttura tecnologicamente moderna. La rete è giovane». Il treno, invece, «è vecchio, ma se i treni sono sottoposti a manutenzione, come avviene, non ci dovrebbero essere problemi».

«È un convoglio vecchio, anche se ancora è presto per capire se si sia trattato di un problema al treno o allo scambio», commenta Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia. C’è una differenza tra la rete Fnm e quella Rfi, su cui è avvenuto l’incidente? «La differenza la fanno gli investimenti messi in campo per la manutenzione di reti e treni. La Lombardia spicca per gli investimenti, anche a livello regionale, ma questo non basta», aggiunge. Il recente rapporto Pendolaria di Legambiente ha invitato a «distogliere l’attenzione dai problemi dei pendolari di questa Regione, in particolare sulle linee secondarie».

Forti rallentamenti ci sono stati sul traffico ferroviario e statale.

Ispettori dell'Agenzia nazionale della Sicurezza Ferroviaria del ministero sono stati inviati sul luogo del disastro per accertamenti sulle cause tecniche dell'incidente. Alle 16 alla prefettura ci sarà una riunione per fare il punto della situazione. Saranno presenti il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il sindaco di Milano Beppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, i sindaci dei comuni dell'hinterland milanese coinvolti, le forze dell'ordine e la protezione civile.

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