Dall’agroalimentare ai farmaci, solo in Italia il mercato dei falsi vale sei miliardi di euro

In questa legislatura la commissione di inchiesta sulla contraffazione ha fatto luce sul fenomeno indagando gli illeciti della criminalità organizzata e i pericoli del commercio online. Denunciando i rischi per la salute dei consumatori. «Ma dalla politica ci saremmo aspettati un po’ di interesse»

MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images
26 Gennaio Gen 2018 0940 26 gennaio 2018 26 Gennaio 2018 - 09:40

Mozzarelle di bufala adulterate, prodotte utilizzando cagliate surgelate importate dell’est Europa. Migliaia di tonnellate di olio d’oliva straniero spacciato per extravergine italiano. Farmaci venduti attraverso canali illegali senza alcuna autorizzazione. A volte falsificando pericolosamente i medicinali più noti. E ancora prodotti informatici, audiovisivi, tessili e di abbigliamento. L’Italia è invasa da milioni di articoli contraffatti. Si tratta di un fenomeno enorme, ma ancora poco conosciuto. Un dramma per le nostre imprese, che perdono competitività, e per la nostra economia. Un rischio per la salute dei consumatori spesso inconsapevoli. Ma soprattutto un giro d’affari che finisce per finanziare direttamente la criminalità organizzata. A partire da camorra e ’ndrangheta, che una volta fiutato l’affare ormai controllano quasi tutto il mercato illegale.

Nel Parlamento italiano c’è una commissione di inchiesta che da qualche anno prova a far luce sui preoccupanti fenomeni della contraffazione e dell’agropirateria. Fino allo scioglimento delle Camere il presidente era il deputato Mario Catania, ex ministro delle Politiche agricole del governo Monti. Nel corso di tutta la legislatura il lavoro della commissione ha prodotto ben ben dieci relazioni. Un impegno imponente che ha permesso di accendere un faro su alcuni degli aspetti principali di questa realtà. Con l’aiuto dei funzionari del ministero dello Sviluppo economico e della Guardia di Finanza sono stati pubblicati approfondimenti sul settore farmaceutico, calzaturiero e tessile. È stato studiato il mercato illegale dell’olio d’oliva e delle mozzarelle di bufala campane, indagando sui rischi del commercio online e i pericolosi rapporti tra falsi e criminalità organizzata. I parlamentari della commissione di inchiesta hanno svelato affari illeciti. Sono stati a Napoli e Prato, crocevia della contraffazione italiana. E alla fine hanno consegnato al Parlamento dettagliate analisi sui rischi che milioni di consumatori italiani incontrano, spesso senza neppure saperlo. Un lavoro lungo e complesso che ha fornito nuovi elementi di conoscenza alle forze dell’ordine e spunti per interventi legislativi alle Camere.

La contraffazione è un fenomeno che arricchisce la criminalità organizzata alle spalle delle imprese e dei consumatori, spesso inconsapevoli. A Montecitorio la commissione di inchiesta ha indagato per anni su questa realtà. «Ma da parte delle forze politiche - racconta il presidente Catania - ci saremmo aspettati maggior interesse»

Un impegno prezioso, ma spesso poco riconosciuto. «Da parte delle forze politiche ci saremmo aspettati maggior interesse» ammette Catania durante un incontro alla Camera. «Questi argomenti avrebbero meritato davvero un’altra attenzione, soprattutto da parte delle forze di opposizione». I risultati raggiunti restano agli atti. Il presidente si augura almeno che «nella prossima legislatura il Parlamento abbia modo di proseguire e approfondire il lavoro nel solco tracciato fin qui». Quello della contraffazione è un problema che ci riguarda tutti, del resto. Un fenomeno diffuso e ramificato che tocca da vicino i 19 milioni di italiani che fanno acquisti sul web. Ma non solo loro. Stando ai dati Censis-Mise, solo nel 2014 si parla di un fatturato illecito pari ad oltre 6,5 miliardi di euro. Ne pagano le conseguenze le grandi aziende del Made in Italy e le piccole e medie imprese. E così gli italiani, che si vedono sottratti almeno 105mila posti di lavoro. Annualmente la contraffazione toglie al sistema economico nazionale quasi 5 miliardi e 300 milioni di euro di entrate erariali. Le categorie merceologiche interessate sono tantissime: dagli accessori di moda all’abbigliamento, apparecchiature elettriche, occhiali, calzature, gioielli e orologi. E poi giocattoli, profumi e cosmetici.

«Cosmetici e profumi contenenti alte percentuali di toluene e benzene, termocaloriferi assemblati con fibre di amianto; dai rubinetti che rilasciano il piombo ai giocattoli contraffatti contenenti ftalati». Tra i danni della contraffazione ci sono i rischi per la salute dei consumatori

In alcuni casi i rischi per il consumatore sono evidenti. In una delle ultime relazioni, la commissione ammoniva proprio sui danni alla salute derivanti da materiali di scarsa qualità. «Dai capi di maglieria realizzati con “pelo di coniglio” in luogo del cachemire, ai cosmetici e profumi contenenti alte percentuali di toluene e benzene, ai termocaloriferi assemblati con fibre di amianto; dai rubinetti che rilasciano il piombo ai giocattoli contraffatti contenenti ftalati; dai gioielli contraffatti con un’alta concentrazione di nichel alle scarpe e alla pelletteria con anomale percentuali di cromo esavalente». Senza dimenticare le sigarette false, «con valori di catrame, piombo e arsenico centinaia di volte superiori alla norma». Il mercato del falso è una realtà globale e pericolosamente in crescita. Nel 2015 in tutte le dogane europee sono stati sequestrati 40 milioni di articoli contraffatti. Il 14 per cento in più rispetto all’anno precedente. A livello planetario è stato calcolato che i beni contraffatti rappresentano tra il 5 e il 7 per cento del commercio mondiale, pari a circa 600 miliardi di dollari l’anno. Ma la contraffazione è un problema che ci riguarda da vicino. Inutile dire che la falsificazione dei marchi danneggia, in primo luogo, i sistemi economici basati sulla creatività e l’eccellenza come quello italiano. E in particolare i prodotti di qualità, proprio quelli che costituiscono l’essenza del Made in Italy.

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