Mettere tutti i soldi nel conto corrente è come pagare una tassa in più

Gli italiani detengono 1.329 miliardi di euro sotto forma di liquidità, per lo più in conti correnti dal rendimento medio dello 0,4 per cento. Con l’inflazione attuale significa perdere 10 miliardi all’anno, che arriverebbero a 20 se l’inflazione raggiungesse il 2%

Banca Bancomat Linkiesta

Daniel LEAL-OLIVAS / AFP

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26 Gennaio Gen 2018 1420 26 gennaio 2018 26 Gennaio 2018 - 14:20
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Ci sono le tasse esplicite, quelle che in alcuni casi accendono gli animi degli italiani, come quelle sulla prima casa. E ci sono le tasse implicite. Vale a dire i soldi che si bruciano tenendo fermi i risparmi in conti correnti, il cui rendimento medio in Italia è dello 0,4%. Perché si bruciano? Perché il rendimento è inferiore all’inflazione, oggi all’1,2 per cento. Secondo i calcoli di Moneyfarm, questo significa che le famiglie italiane perdono 10 miliardi di euro all’anno, considerando che la liquidità da loro detenuta è di 1.329 miliardi di euro. Se l’inflazione salisse al 2% i miliardi persi arriverebbero a 20. Certo, tenere i soldi nei conti correnti azzera il rischio (se sono sotto i 100mila euro). Ma ci sono altre strade per avere un rendimento superiore mitigando il rischio.

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Un confronto: la differenza tra inflazione e rendimento dei conti correnti vale 10 miliardi all’anno per le famiglie italiane. La vecchia Imu sulla prima casa valeva 8 miliardi

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