Eroismi di oggi: il sergente giapponese si sacrifica per salvare i soldati durante un’eruzione

Succede in Giappone: il sergente maggiore Takayuki Izawa, per salvare i suoi sottoposti da una pioggia di pietre incandescenti, li ha protetti con il suo corpo, perdendo la vita

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JIJI PRESS / AFP

30 Gennaio Gen 2018 0735 30 gennaio 2018 30 Gennaio 2018 - 07:35

Anche oggi esistono piccole storie di grandi eroismi. Avvengono in ogni angolo del mondo e, a volte, riescono ad attirare l’attenzione dei media. Come la storia del sergente maggiore giapponese Takayuki Izawa, che con il sacrificio della sua vita è riuscito a salvare quella dei sottoposti.

Il 23 gennaio, una unità dell’esercito giapponese si trova impegnata in una sessione di allenamento-sci sulle cime del monte/vulcano Kusatsu-Shirane nella prefettura di Gunma. All’improvviso la terra trema e il vulcano comincia a eruttare, sparando in aria proiettili di roccia ad alta velocità. Di fronte alla pioggia di pietre incandescenti, il sergente e i suoi uomini trovano rifugio in mezzo ad alcuni alberi. Ma la protezione di quelle poche foglie si rivela insufficiente e, allora, per proteggere i suoi uomini, il sergente utilizza il suo corpo come scudo.

Una pietra, che avrebbe colpito il gruppo di soldati, finisce diritta sulla schiena del sergente, ferendolo a morte.

Non fanno in tempo gli aiuti, allertati poco prima, ad arrivare per salvare il sergente Takayuki Izawa. C’è poco da fare: la ferita è profonda ed è arrivata al polmone. Viene lo stesso trasportato in ospedale, ma muore lungo il percorso.

È una storia molto giapponese, di eroismo semplice. Takayuki Izawa era stato nell’esercito per 20 anni, era andato in pensione da cinque anni per studiare chiropratica e poi, spinto dalla nostalgia, si era di nuovo fatto reclutare per fare da insegnante ai nuovi militare. Persona, dicono gli elogi funebri, molto motivata, appassionata e sempre sorridente. Tutto il Paese è rimasto colpito dal suo gesto, altruista e responsabile. Si stringe con dolore e orgoglio, che sono del resto i due massimi sentimenti nazionali.

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