Vi piace il trasporto pubblico? Sappiate che la cara vecchia auto lo seppellirà

Odiata per il traffico e l’inquinamento, è diventata smart e pulita. Appena circoleranno i modelli che si guidano da soli, poi, sarà come avere un ufficio itinerante. Chi mai vorrà scendere in metropolitana?

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JIM WATSON / AFP

31 Gennaio Gen 2018 0755 31 gennaio 2018 31 Gennaio 2018 - 07:55
Tendenze Online

Anche gli oggetti sono sottoposti alla darwiniana legge della sopravvivenza. Evolvere e adattarsi è una necessità se si vuole continuare a occupare uno spazio vitale e riprodursi. Chi non ce l’ha fatta ( giradischi, fax, mangianastri, lettere e cartoline, segreterie telefoniche, fotocopiatrici ) è scomparso, soppiantato da altre famiglie di utensili. Ma fra i tanti oggetti messi in circolazione nel secolo scorso ce n’è uno che ha vinto su tutti e si appresta a dominare trionfalmente la scena per ancora lunghi decenni: l’automobile.

Anche lei, certo, ha subìto attacchi di ogni genere. Cresciuta in numeri esponenziali nel secondo dopoguerra negli anni ’80 e ’90, è apparsa come un oggetto detestabile. Ingorghi e inquinamento, tempo consumato in quantità enormi, aria irrespirabile. E tutti poi alla ricerca di un’alternativa: i più audaci moto e biciclette, tutti gli altri un trasporto pubblico così così (con qualche eccezione).

Poi però il nostro oggetto ha cominciato ad evolvere. Prima è diventato più confortevole e sicuro: aria condizionata, air bag e cinture di sicurezza. I morti in Italia in incidente d’auto sono scesi dai 7.000 degli anni ’80 ai 3.000 di oggi. Poi un aiutino – anzi un calcio in culo di quelli che ti fanno decollare – è arrivato dal telefono portatile. Te ne stai in auto al fresco e intanto chiacchieri con gli amici, lavori e ti tieni pure informato, fermo al semaforo. Il tempo trascorso nell’abitacolo da sprecato diviene utile. Ditemi se è poco.

Fra i tanti oggetti messi in circolazione nel secolo scorso ce n’è uno che ha vinto su tutti e si appresta a dominare trionfalmente la scena: l’automobile

Nel frattempo i navigatori hanno consentito a tutti, anche alle famose bionde svampite, di guidare in posti oscuri, tipo Roma, senza perdersi. Ve lo ricordate il Tom Tom oggi sostituito da google maps, waze e compagnia cantante? Non solo vi indicano la strada, ma vi dicono anche quali evitare perché congestionate. “Ottimizzano”, direbbero i tecnici, perché spalmano il traffico, evitando le punte.

Ora l’auto sta diventando connessa. Internet vi porta sul cruscotto tutte le applicazioni del caso. Ma il bello è ancora da venire. L’auto elettrica farà cadere l’ultimo ostacolo: silenziose e senza emissioni nocive, trovano il plauso unanime persino degli ambientalisti. Anche se da qualche parte bisognerà pur produrla tutta quell’elettricità e le rinnovabili non basteranno. Ma sorvoliamo. Perché l’ultima e definitiva evoluzione è alle porte: l’auto intelligente, quella che si guida da sola, anche meglio di come guidate voi.

Provate a immaginare uno dei vostri prossimi viaggi sopra un veicolo come questo. Filate silenziosi e con tutti i cinque sensi completamente disponibili e liberi. Impostate la destinazione e fate come se foste a casa vostra. Volete telefonare? Scrivere una mail? Amoreggiare con il vostro partner? Potete persino oscurare il vostro parabrezza, tanto a che serve? Per guardare un tg, vedervi un film o cazzeggiare su Youtube, Facebook, Twitter o Instagram. Il vostro capo vi inserirà nell’ elenco degli smart worker e mentre fate il giro della costiera amalfitana è come se foste in ufficio.

Nel frattempo il car-sharing sarà diventato il modo prevalente per disporre di un’auto, visto che non la dovrete nemmeno cercare, ma semplicemente farla arrivare sotto casa vostra, chiamandola con il telefonino.

Ho una sola domanda a questo punto. Che fine faranno i mezzi pubblici, la bellissima metropolitana di Milano, per esempio? Chi sarà tanto pazzo da scendere sottoterra o salire su un autobus quando potrete fare tutto, ma proprio tutto, compreso lavorare, in un’auto che non avete nemmeno comprato? Vuoi vedere che anche loro finiranno come i fax, dimenticati in un batter di ciglia?

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