Lo sport nazionale del Maryland? I tornei medievali

Stramberie made in Usa. Le giostre medievali, con tanto di cavalieri e lancia, sono praticate da secoli. Arrivano dall’Inghilterra è hanno conosciuto il massimo splendore durante la Guerra di Secessione. Ma ancora adesso sono molto popolari

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Jousting Knight | by spencer77

1 Febbraio Feb 2018 0815 01 febbraio 2018 1 Febbraio 2018 - 08:15

Potevano scegliere il football, o il golf, o anche la pallacanestro. E invece hanno preferito, come sport nazionale ufficiale, il torneo medievale. Nel Maryland, staterello della costa est americana, sono fatti così.

È una decisione che risale agli anni ’60 ma, in verità, la tradizione è più antica. È arrivata, come è ovvio, dall’Inghilterra su influsso del primo governatore dello Stato, Cecil Calvert e, soprattutto, del figlio Charles. Per secoli si è continuato a fare giostre e tornei, con lance a cavallo, e divertire il pubblico. Ormai, come scrivono su AtlasObscura, fa parte del dna culturale dello Stato.

Il boom è avvenuto negli anni della Guerra Civile americana, cioè dal 1861 al 1865. I tornei erano un’occasione per radunare e rallegrare le persone e, in particolare, chiedere fondi per sostenere l’esercito. Il cavallo correva e il finanziatore pagava, a sostegno della comunità e dello sforzo bellico.

Ora i tempi sono cambiati, ma la tradizione rimane viva. La forma di torneo praticata nel Maryland non prevede nessun combattimento tra guerrieri in armatura, con tanto di giudizio finale del re e della principessa seduti su una tribuna d’onore. È una tipologia che deriva da un particolare allenamento dei cavalieri: infilare la lancia in tre anelli che pendono da tre archi. A seconda della bravura, ci sono diversi tipi di anelli (più o meno larghi) e diversi tempi da rispettare. I professionisti, per capirsi, devono saper percorrere circa 70 metri a cavallo e infilare gli anelli in meno di 8-9 secondi. Gli altri avranno più tempo a disposizione e anelli più ampi.

Il trucco di tutto, spiegano in questo video, è nel cavallo. La vera abilità del bravo giocatore di tornei non è nel tenere la lancia bilanciata o nell’avere buona mira (cose che pure servono), ma nel saper educare il proprio equino, che dovrà evitare sbalzi, salti, irregolarità del passo. È qui la differenza, è qui che si vede anche il senso dell’allenamento e del gioco. Mentre tutti gli spettatori guardano sopra, la vera maestria è sotto.

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