Su i costi, giù i rendimenti: tenere i soldi in banca è logico solo in un mondo all’incontrario

Tra il 2013 e il 2016 sono fallite sette banche, eppure i costi sono aumentati del 20%, con punte del 40% a fronte di rendimenti risibili. Un assurdità con cui presto, agli istituti di credito toccherà farei i conti. Appena i correntisti si sveglieranno

Alice Linkiesta
5 Febbraio Feb 2018 1030 05 febbraio 2018 5 Febbraio 2018 - 10:30
WebSim News

“Attraverso lo specchio” è il seguito del più noto Alice nel Paese delle Meraviglie. In questo sequel, Lewis Carroll, immagina un mondo cui Alice accede passando per l’appunto nella superficie riflettente di un vecchio specchio. Un mondo apparentemente simile al nostro in cui tuttavia la logica è ribaltata e tutto è assurdo. È un mondo, quello narrato da Carroll, in cui ci starebbero bene le banche italiane e pure i loro affezionati correntisti. Solo in un mondo simile, come ha raccontato recentemente un’inchiesta de La Stampa, che ha elaborato i dati del portale SosTariffe.it, i costi dei servizi bancari possono crescere a dismisura com'è avvenuto in Italia - in media del 20%, con punte che superano il 40% tra il 2013 e il 2017 - nonostante nel medesimo periodo si siano susseguiti i salvataggi pubblici di sette banche, da Monte Paschi a Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sino alle quattro piccole banche del centro nord Italia.

Orde di risparmiatori inferociti, territori in ginocchio, investitori con in mano azioni subordinate che valgono meno di zero, ma niente, i costi continuano a salire, come se al conto corrente non ci fossero strade alternative: «Non capisco cosa vuoi dire a proposito della 'tua’ strada: qui tutte le strade sono MIE», direbbe la Regina di Cuori, dall’alto della sua filiale, pardon, del suo trono. Ed è proprio la filiale il costo che pesa come un macigno sui costi (e sui prezzi) delle banche. A pagare di più in assoluto - quasi 173 euro l'anno) sono però le famiglie che restano ancorate ai conti tradizionali, tutti gestiti attraverso lo sportello della banca.

Solo in un mondo simile i costi dei servizi bancari possono crescere a dismisura com'è avvenuto in Italia - in media del 20%, con punte che superano il 40% tra il 2013 e il 2017 - nonostante nel medesimo periodo si siano susseguiti i salvataggi pubblici di sette banche, da Monte Paschi a Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sino alle quattro piccole banche del centro nord Italia

La cosa buffa, però è che sono cresciuti, e non di poco, anche i servizi bancari online, cui evidentemente si scaricano anche un po’ dei costi di sportelli e filiali: nonostante abbiano tagliato i costi di canone, movimenti, bonifici e prelievi allo sportello, nonché il costo degli assegni e del canone annuo della carta di credito (12,22 euro di media), hanno pensato bene - non si capisce bene perché - di aumentare i costi del versamento di contanti e assegni, dei bonifici online delle domiciliazioni e dei prelievi attraverso gli Atm di altre banche e nella Ue. Risultato? Un incremento medio di 15-30 euro rispetto al 2013, restano i più abbordabili. Anche oggi risparmiamo domani, insomma. O per dirla sempre con la Regina di Cuori di Lewis Carroll, «La regola è marmellata domani e marmellata ieri, ma non marmellata oggi. La marmellata c'è negli altri giorni; e oggi non è un altro giorno, come dovresti sapere».

Costi su, ma almeno i rendimenti saranno grandiosi, penserete voi, convinti ancora di trovarvi in un Paese delle meraviglie, o almeno dotato di una logica interna vagamente razionale. Niente da fare, nemmeno qua. Molto banalmente, perché i soldi tenuti sui normali conti in banca non rendono nulla - a meno che non consideriate qualcosa un tasso dello 0,1% lordo. Che pure con l’inflazione asfittica di questi anni - che si coglie ovunque ma non nel meraviglioso mondo di sportelli e filiali - finisce per essere comunque un costo. Di fatto, state pagando salato per tenere nel conto corrente a prendere polvere. «Ora, qui, per restare nello stesso posto, deve correre più velocemente che puoi. Se vuoi arrivare da qualche parte, devi correre due volte più veloce», scrive ancora Lewis Carroll, che non sapeva stesse descrivendo l’Italia del 2018.

La questione è come uscire dallo specchio, come tornare in un mondo che abbia una logica, in cui le realtà finanziare si contendono i clienti offrendo costi sempre più bassi e rendimenti sempre più alti. Il bello per i clienti e il brutto per le banche è che quel mondo esiste, sempre di più, ed è fatto di app che grazie alla tecnologia sono in grado di offrire veri e propri salvadanai digitali con i quali possiamo prenderci cura dei nostri risparmi come abbiamo sempre voluto.possono realmente offrire al proprio cliente quel che vuole a costi decisamente inferiori, permettendo di investire quel che risparmia con rendimenti di gran lunga superiori. Insomma, per i consumatori, uscire dallo specchio non è difficile: basta scaricare un app sul cellulare. Per le banche un po’ di più, soprattutto se non capiscono che il mondo in cui sono è completamente senza senso: «A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione», dice ad Alice la Regina di Cuori, che evidentemente doveva essere pure l’amministratrice delegata della banca del suo regno.

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