Spese pazze e una sola copertura: il programma del centrodestra è la barzelletta definitiva di Berlusconi

Spese da Paese dei Balocchi e una sola copertura: l’imposta ad aliquota unica che piace tanto a Salvini e Berlusconi. Alle spalle, una quantità di spese che fanno impallidire quelle del Movimento Cinque Stelle. Chi sostiene che Berlusconi sia l’argine al populismo si legga il suo programma

Berlusconi Linkiesta
6 Febbraio Feb 2018 0755 06 febbraio 2018 6 Febbraio 2018 - 07:55
WebSim News

Ci sono due modi per leggere il programma economico del centro destra. Il primo è quello di considerarlo l’ultima pernacchia del vecchio Cavaliere ai mestieranti della politica italiani ed europei, la beffa finale dedicata a quelli che l’hanno detestato per vent’anni e oggi improvvisamente l’hanno eretto ad argine al populismo, nonostante i suoi alleati. Il secondo, è prenderlo sul serio.

Avviso a chi ci si volesse cimentare. Non è un lavoro semplice. E non tanto per il peso specifico - trattasi di dieci punti, a loro volta divisi in sei o sette proposte - quanto per il contenuto, che sfida le leggi della logica, nonché quelle della contabilità nazionale. Parliamo di un programma, nello specifico, che ha un sola copertura: il recupero dell’evasione attraverso l’imposizione di una nuova tassazione ad aliquota unica. Che, dice il programma, andrà completata col taglio di tutte le detrazioni esistenti ora. E che porterà maggior gettito perché come ama ripetere Berlusconi, con aliquote più basse, che il cittadino percepisce come giuste, lo Stato incassa di più, non di meno.

Facciamo finta che sia così, che la curva di Laffer - la teoria che sottosta alle incrollabili certezze di Berlusconi - non sia considerata dalla comunità economica poco più di uno scarabocchio indimostrato e che la flat tax non sia stato un flop ovunque sia stata sperimentata, eccezion fatta per la Russia, e che comunque non sia che una gigantesca scommessa. Facciamo finta che produca un extragettito, insomma, grazie al taglio di tutte le detrazioni esistenti, sebbene buona parte di esse andrà mantenuta per i redditi più bassi, affinché la tassa ad aliquota unica non venga dichiarata regressiva dalla Consulta, e quindi incostituzionale. Facciamo finta perché per il momento non sappiamo nemmeno a quanto sarà collocata questa benedetta aliquota unica.

Parliamo di un programma, nello specifico, che ha un sola copertura: il recupero dell’evasione attraverso l’imposizione di una nuova tassazione ad aliquota unica

Ecco: con l’extragettito della flat tax, il saldo e stralcio (una tantum) di tutte le cartelle esattoriali, e l’applicazione del principio dei costi standard nella pubblica amministrazione il centro destra ci vuole pagare (occhio che è lunga) Il taglio totale dell’imposta sulle donazioni, di successione, sulla prima casa, sulla prima auto e sui risparmi, lo sviluppo infrastrutturale e industriale del Mezzogiorno, un piano straordinario per le zone terremotate, l’azzeramento della povertà assoluta, l’aumento delle pensioni minime e pensioni alle mamme, Aumento delle pensioni minime e pensioni alle mamme, l’estensione delle prestazioni sanitarie, il raddoppio dell’assegno minimo per le pensioni di invalidità e sostegno alla disabilità, gli incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, un piano straordinario di riqualificazione delle periferie, un “Piano Marshall per l’Africa” (sic), l’aumento delle spese per la difesa, adeguate ai parametri medi occidentali, il quoziente famigliare, un piano straordinario per la natalità con asili nido gratuiti e consistenti assegni familiari più che proporzionali al numero dei figli e pure un piano di mini-Bot per pagare tutti i debiti della Pubblica Amministrazione coi suoi fornitori (che immaginiamo estatici all'idea). Appena avranno la cortesia di indicarci le cifre, sarebbe interessante fare due conti con la calcolatrice.

Ai più attenti, però, non sarà sfuggito che l’abolizione della Fornero non c’è, in questo poderoso elenco. Non perché manchi effettivamente nel programma, però. Ma perché, da bravo piazzista, il Cavaliere Nostro ne promette l’abolizione, ma anche la sostituzione con una “nuova riforma previdenziale economicamente e socialmente sostenibile”. Di fatto, l’idea geniale è quella di sostituire la riforma Fornero con un’altra riforma (non Fornero) a saldi invariati. In pratica, di cambiarle nome, un po’ come quanto Berlusconi propose di sostituire il marchio Fiat col marchio Ferrari per aumentare il valore delle auto che uscivano da Mirafiori. Ed è l'argine al populismo, il Cavaliere. Quando uno dice il genio.

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