Tutte le volte che Black Mirror cita episodi di Black Mirror

Ormai è arrivata anche la quarta, e tutti gli appassionati della serie l’avranno già vista nella sua interezza. Ci sono tanti riferimenti a episodi di stagioni passate che solo i più attenti avranno notato. Gli altri li possono trovare qui

Usscallister

frame tratto da "Uss Callister", stagione 4, episodio 1

8 Febbraio Feb 2018 0800 08 febbraio 2018 8 Febbraio 2018 - 08:00

Indizi minori che richiamano le altre stagioni, easter egg a volontà, richiami e citazioni (per appassionati) a elementi del sempre più grande universo di Black Mirror. Insomma, quasi a dimostrare che, in fondo, tutto è concatenato, ecco qui un prontuario (preso da qua) delle citazioni delle stagioni precedenti di Black Mirror nell’ultima stagione di Black Mirror.

Inutile dirlo, è un articolo pieno di spoiler (se ancora esiste qualche appassionato della serie che non ha ancora guardato l’ultima stagione).

Nel primo episodio, l’ormai celebre "USS Callister", ci sono un paio di chicche. Nel videogioco privato e personale di Robert Daly, protagonista dell’episodio, ci sono due finti pianeti chiamati Skillane IV e Rannoch. Suonano familiari? Dovrebbero: sono i cognomi dei due personaggi centrali di Black Bear (Stagione 2, episodio 2), cioè la criminale che è condannata a subire ogni giorno il crimine compiuto insieme al complice Iain Rannoch.
Non solo: Daly beve del latte. Che marca è? “Raiman’s Milk”, e Raiman il patronimico del personaggio di Hunter, che compare in “Man Against Fire” (stagione 3, episodio 5), in cui andava a caccia di mutanti orribili che – forse – altro non erano che uomini. La sua famiglia, accenna in un dialogo, aveva una fattoria. Produceva latte? Chissà.

In “Arkangel”, il secondo episodio, comprende due soli riferimenti, di cui uno di peso. Nella camera di Sara ormai adolescente, la ragazzina spiata via tablet dalla madre, campeggia il poster di un rapper inesistente, cioè Tusk. Proprio quello colpito e ucciso dalle api meccaniche del capitolo “Hated in the Nation” (stagione 3, episodio 6). Il secondo, più nascosto, è nel lunchbox che si vede sul passeggino: un’immagine di Waldo.

Crocodile”: mentre cerca di nascondere l’omicidio dell’amico, Mia, la protagonista, decide (per ingannare eventuali passanti lungo il corridoio fuori dalla stanza) di coprire i suoi movimenti con il rumore di un film porno. Tra i titoli passati in rassegna figura anche “Best of Wraith Babes”, il porno in cui aveva recitato Abi, il protagonista di “Fifteen Million Merits” (stagione 1, episodio 2). In una scena successiva, sempre Mia brucia un articolo pubblicato sul UKN Online, la finta rete televisiva presentata in “The National Anthem”, il primo episodio in assoluto della serie. Infine, la compagnia che consegna pizze si chiama Fences, ed è la stessa che appare in Uss Callister.

Il quarto episodio, “Hang the DJ”, è quello più leggero, un po’ come la canzone romantica negli album metal. E, a differenza, degli altri, non ha nessun riferimento.

E lo stesso si può dire di “Metalhead”, che pure avrebbe molte occasioni per citare altri episodi della serie. I più acuti osservatori hanno trovato solo una cartolina postale che si riferisce a San Junipero (stagione 3, episodio 4), visibile dentro un cassetto. E poi? Forse la targa del mezzo guidato dalla protagonista, TCKR, lo stesso nome della compagnia dietro all’eldorado di San Junipero.

Infine, “Black Museum”, che, invece, di citazioni è pienissimo. C’è l’ape robotica di “Hated in The Nation”, il tablet distrutto di “Arkangel”, lo scanner di “USS Callister”, il bagno macchiato di sangue di “Crocodile”, la maschera da sci di “White Bear”. Ma c’è anche il videogioco di “Playtest” e l’uomo appeso di “The National Anthem”. Altro? Sì: il volto di Victoria Skillane (sì, proprio lei, quella del pianeta Skillane IV), di “White Bear”, il fatto che i due topi di laboratorio si chiamino Kenny e Hector (come i personaggi di Shut Up and Dance, e la citazione qui, fatta per analogia, è gustosa). E infine il fatto che il primo datore di lavoro di Rolo Haynes si chiami St. Juniper non deve far altro che spingere ad allungare lo sguardo. Perché sì, l’azienda che elabora la tecnologia utilizzata da Rolo è proprio quella che inventa la tecnologia di San Junipero. E ci sarebbe da pensare solo su questo.

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