Costantino racconta la dolce vita gay, a Teheran

L'Iran libidinosa di Costantino della Gherardesca. Da un estratto del libro "L’ultimo anno della mia giovinezza" che racconta la vita eccentrica del personaggio televisivo più glamour del momento

Costantino Linkiesta
10 Febbraio Feb 2018 0745 10 febbraio 2018 10 Febbraio 2018 - 07:45

«L’Iran ti spiazza proprio, specie visto con lui, che ti svela cose che non ti aspetti. Che so, aveva conosciuto un certo “young Mohamed”, come lo chiamavamo, a Teheran, in cui ovviamente c’è la pena di morte per i froci, no? E la cosa bella è che lui scopava come un matto e io invece... ti dico solo che ho scaricato Tinder per la prima volta. Le serate là le fanno nei centri commerciali, giganteschi, ma non si servono alcolici, non puoi andare in un bar e chiedere il numero di una, però ci sono queste famose feste clandestine che ci siamo fatti, ma alla fine... comunque, scarico ’sto cazzo di Tinder e ovviamente c’erano pochissime stronze, con ’ste tipe iraniane che mi venivano a prendere, un po’ rifattone però di base delle belle tipe, col velo all’acqua di rose, con due di loro ho fatto il giro della città, però lì in macchina non ti puoi neanche baciare, invece Costa... come in tutti i Paesi in cui i froci sono perseguitati, i froci scopano come conigli. Per questo Costantino è un grande fan del Medio Oriente perché scopa tanto e gli piacciono tanto, c’è Grinder, i froci lo usano tutti, scopano più che in Italia, ma poi soprattutto negli alberghi non puoi portare le tipe, mentre i tipi sì, io e lui dividiamo sempre gli appartamenti, lui si portava i tipi, e non gli dicevano un cazzo perché era “un amico”, e io invece due volte ho provato e niente, non le hanno fatte salire...»

«Però ne avete combinate di ogni...»

«Finivamo sempre in queste feste con un boccione di alcol illegale, taniche di grappa, acquavite, roba di merda, tutto grazie ad amici di amici, ma io non rimorchiavo niente e lui, che invece rimorchiava come uno stronzo, alla fine è andato in fissa per questo “young mohamed”, che tipo, la seconda volta che è tornato ci dice: “Ho portato una figata pazzesca!”, e aveva portato una confezione di bacon come regalo speciale trasgressivo, capisci?»

«Razionalmente, certo, è maiale, quindi proibito ai musulmani, quindi figata, però nella pratica non so come reagirei a trovarmi un esaltatissimo ragazzo iraniano che agita una confezione di bacon sotto il mio naso, mi sembra quel tipo di assurdità che Costa attira come una calamita...»

«Ma con Costa è tutto assurdo! Il posto in cui ho trascorso più tempo in Iran è stato il Super Jordan, che era un drugstore di merda sempre aperto su questa grande via che attraversa tutta Teheran, noi stavamo tipo nella Roma Nord di Teheran, ai Parioli, e Costa voleva andare lì in continuazione a comprarsi il gelato allo zafferano, si sfondava, tutta la stanza era piena di questo cazzo di gelato, però è uno che spacca talmente tanto che tutto questo, pure la farmacia da cui esci con una busta piena di medicine, di notte, di giorno, ti prende bene, non so, a me piace viaggiare così, fare le cose che capitano un po’, c’è una sorta di trip per le cose di pazzia o di comodità, ma la maggior parte sono trip geniali, tutti i must che lui si impone sono delle figate, se vai a Teheran con lui sicuro ti porta a vedere i gioielli dello Scià, il cavò coi rubini buttati là tipo M&M’s, ti porta a fare un incontro con la figlia del ministro degli Esteri, nell’unico posto di Teheran che fa il sushi, si creano sempre degli alti e bassi di lusso e di disagio totale, è lui che lo cerca, vuole l’albergo più fico e poi vuole che lo accompagni nel ghetto.»

«Però vi siete decisamente trovati.»

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