Il nuovo inglese? Sarà quello di Donald Trump. Ed è bene impararlo

Una piccola guida per studiare la neo-lingua della nuova amministrazione americana, che si sta diffondendo nella popolazione. Poche parole ma molto ripetute

000 WN139

Nicholas Kamm / AFP

17 Febbraio Feb 2018 0745 17 febbraio 2018 17 Febbraio 2018 - 07:45

Alcuni hanno lanciato l’allarme: presto gli americani parleranno tutti come Trump. Altri, più pragmatici, più che spaventarsi, si adattano e cominciano a studiare questa nuova forma di neo-inglese. Del resto, l’inglese è – come tutte le lingue vive – sempre in costante evoluzione. Occorre tenersi aggiornati.

Un buon aiuto arriva da questo articolo dell’Atlantic. Seleziona i tratti fondamentali del Trumpspeak, il dialetto personale di Donald Trump, che presto – così dicono – diventerà la nuova lingua nazionale. Più o meno come il fiorentino dei ’300, o i Promessi Sposi. Solo un po’ meno noioso.

Il lessico di Donald Trump si distingue per la sua estrema semplicità (alcuni direbbero povertà). Comprende 25 aggettivi positivi (di cui i più gettonati sono: amazing, beautiful, best, fabulous, great, incredible) e 24 negativi, (come boring, crooked, disgusting, dopey, dumb, goofy, overrated , pathetic. Si segnala “interesting”, che viene usato soprattutto con l’accezione di “sospetto”). Una decina di aggettivi estremi (huge, big, major, many, massive, numerous), che però, per dare loro valore, vanno pronunciati più volte. Gli avverbi? Meno di venti. E di questi bastano basically, absolutely e frankly per vincere un’elezione.

Ma la caratteristica principale della neo-lingua sono i suoi tratti personali. Non esiste frase di Trump che non abbia riferimento a fonti non specificate, sia personali che generali (A lot of people are saying, People think it’s going to happen, That’s just what I had heard, I’ve heard, A lot of people tell me) tese a negare, nel loro implicito, la necessità o anche solo l’esistenza di una verifica autorevole. Soprattutto, non esiste frase che non contenga espressioni come Believe me, getting away with murder, hit a home run, hit me harder. Ma anche: I have many, many friends (notare la ripetizione di “many”), e I must tell you, I’m a believer in, I am doing very well wit.

Sono tutte espressioni che tengono vivo il rapporto con il pubblico, lo scaldano, rafforzano lo stato di confidenza e, al tempo stesso, mettono in chiaro che lui parla a loro, ma non loro con lui. La sua dimensione di comandante in capo traspare anche dalla sua lingua, viene resa evidente, cristallina, incontestabile. Certo, questo è il tratto più difficile da replicare nella vita di ogni giorno. A meno che non si voglia trasformare ogni riunione di condominio in un comizio.

Potrebbe interessarti anche