Regole scientifiche per camminare sul ghiaccio senza cadere

Prima o poi, insieme al freddo invernale, alla neve e al ghiaccio, arriva anche lui: il capitombolo. Come minimizzare i rischi di farsi del male seguendo i consigli degli studiosi

800Px Swan And Seagulls On An Ice Lake At Sunset

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19 Febbraio Feb 2018 0725 19 febbraio 2018 19 Febbraio 2018 - 07:25
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Nonostante il ghiaccio sia un fenomeno che, bene o male, si incontra ogni anno, quasi nessuno è in grado di camminarci sopra in piena sicurezza. È una questione fisica, anche se non ancora ben chiara: l’ipotesi che la superficie del ghiaccio, a contatto con la scarpa, venga sciolta dalla sua (troppo) leggera pressione, creando uno strato liquido scivoloso, è tramontata per sempre. Forse, più che la pressione, è l’attrito, dicono altri scienziati. O forse è proprio la natura del ghiaccio, meno solido di quanto si pensi, a renderlo più scivoloso. In ogni caso, teorie a parte, meglio concentrarsi sulla pratica: se non si fa attenzione, si rischia di farsi male.

Ma cosa significa “fare attenzione”? Non esiste un modo sicuro di muoversi su una superficie ghiacciata senza rischiare di cadere. Quando si cammina, in un certo senso, si esegue lo strano movimento di lanciarsi in avanti per poi riprendersi con il contatto con il terreno. Se si scivola, l’attrito del terreno non è sufficiente per bloccare la spinta del corpo, facendo scivolare in avanti la prima gamba e indietro la seconda. Per cui, dice la scienza, bisogna, prima di tutto:

Muoversi adagio
Bella scoperta. Che, tradotta, significa fare passi più brevi. Il peso spostato sarà lo stesso, ma inciderà su un’area più ampia, rendendo più adatta l’andatura all’attrito ridotto che offre la superficie. Il problema è che non tutto il ghiaccio è uguale.

Evitare il ghiaccio che si scioglie
Questo è ovvio soprattutto se, sotto la sua superficie, scorre un fiume o c’è un lago. Camminare su uno strato sottile che – è inevitabile – prima o poi si romperà, è poco prudente. Ma il punto è un altro: il ghiaccio che si scioglie è più scivoloso. Evitare di camminarci sopra quando le temperature sono in rialzo è, insomma, più saggio che farlo.

In ogni caso, lasciare stare scalini e discese
Come si è detto, è tutta una questione di superficie e attrito. Sia le scale che le zone pendenti mettono a dura prova la capacità di mantenere l’equilibrio: le prime perché offrono uno spazio di superficie molto ridotto. Le seconde perché, con la forza di gravità, annullano il (poco) attrito possibile. Se si fa per quelle vie, si cadrà. È quasi una legge.

In ogni caso bis, utilizzare le giuste calzature
Meglio scarpe con suole di gomma. Permettono una presa più efficace rispetto al cuoio, per fare un esempio. Ma sono comunque poco affidabili: alcuni scienziati canadesi hanno sottoposto a verifica oltre mille scarponi invernali, alcuni anche di marche celebri. L’80% di questi ha dato risultati disastrosi. Il restante 20% molto bassi. Che fare, allora? Semplice: mettere i tacchetti.

Infine, fare come il pinguino
Se questi animali camminano sul ghiaccio ogni giorno e non hanno mai problemi un motivo ci sarà. Prendere esempio da loro è la cosa migliore da fare. La regola è: trascinare i piedi in avanti (quasi un modo per pattinare), mantenendo il giusto equilibrio e minimizzando la possibilità di scivolare. A prova di capitombolo.

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