Non avete soldi per un calendario? Potete sempre riutilizzare quello del 1990

Gli anni prima o poi si ripetono e, con loro, i calendari. Il problema è che bisogna calcolare quando, e non è sempre facile

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da Flickr, di hiroaki maeda

20 Febbraio Feb 2018 1030 20 febbraio 2018 20 Febbraio 2018 - 10:30

Le cose che si conservano tornano sempre utili. Perfino i calendari. Nonostante ogni anno sia diverso da quello successivo (e da quello precedente), arriva a un certo punto in cui è costretto a ripetersi uguale. Per l’esattezza (ma con qualche eccezione) 28 anni dopo. Chi avesse conservato il calendario del 1990 potrebbe impiegarlo anche per il 2018: i giorni sono uguali.

Il numero 28 non è casuale. È il minimo comune multiplo di quattro, cioè la durata del ciclo degli anni bisestile, e sette, i giorni della settimana. Un anno si compone di 52 settimane di sette giorni, cioè 364 giorni. Più uno. È proprio questo giorno in più che scombina ogni cosa e obbliga ogni anno a iniziare in modo diverso dal precedente. Il 2017 cominciava di domenica. Il 2018 di lunedì. L’anno prossimo sarà martedì.

È tutto semplicissimo, o quasi: perché il 2020 comincerà di mercoledì, ma il 2021 di venerdì. Il giovedì, in questo caso, si salta. Ed è colpa del fatto che il 2020 sarà bisestile e avrà 366 giorni, uno in più degli altri.

A parte questo, una precisazione si impone. Se un anno comincia il lunedì, come si è detto, quello seguente comincerà di martedì. E allora perché non basterebbe aspettare sette anni perché il calendario si ripeta? Perché ci sono di mezzo gli anni bisestili, che scombinano ogni cosa. E allora il numero di calendari possibili, da sette (uno per ogni giorno della settimana) diventano 14.

Questo implica che un anno si ripete uguale ogni 28 anni di sicuro. Ma può ripetersi uguale anche prima, ogni sei anni, o ogni 11, o ogni 12. Perché mai? Sei anni significa 2191 giorni, e 11 anni vuol dire 4018 giorni. Dodici sono 4382 giorni: notate qualcosa? Proprio così, sono tutti divisibili per sette. Il 1990, per esempio, si è già ripetuto uguale nel 2001 (+11 anni) e nel 2007 (+11 e + sei anni). Nel 2018 sono 28 anni esatti.

Ma se questi calcoli appaiono astrusi, la moderna tecnologia ha regalato anche un sito: When can I reuse this calendar? Qui si troveranno tutti gli anni in cui sarà buono, in futuro, il calendario del 2018. Tornerà utile nel 2029, nel 2035 e nel 2046, per dire. Ma si potrà sempre usare quello del 1979, del 1962, perfino quello del 1945, del 1934 e del 1923.

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