Cose strane sulla Francia che non conoscevate di sicuro

Tutti credono di sapere abbastanza su quel Paese, e tutti si sbagliano. Nessuno, ad esempio, sa che a Parigi esiste solo un cartello di "STOP"

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LUDOVIC MARIN / AFP

23 Febbraio Feb 2018 0725 23 febbraio 2018 23 Febbraio 2018 - 07:25

Sono i nostri cugini, i vicini di casa. Un tempo anche gli invasori e i civilizzatori, poi i nemici in guerra e, alla fine, i rivali del vino e del formaggio. Siamo convinti di conoscerli bene, i francesi. Ma ci sono cose, su di loro, che in pochi sanno. Le elenca bene questo utente di Quora.

Prima di tutto, in tutta la città di Parigi (è vero, lo dicono anche qua) c’è solo un segnale di STOP. Sì, uno solo. In sostanza, sono 2, 244 milioni di persone che non si fermano mai.

Per il resto, in tutto il territorio nazionale è possibile, attraverso una formale e specifica richiesta indirizzata al Presidente, sposare una persona morta. Per un atto più simbolico che altro.

A proposito: parlando di territorio nazionale, la Francia – compresi tutti i territori d’oltremare – copre 12 fusi orari diversi. Più di qualsiasi altro Paese al mondo, più della Russia, per capirsi.

Tra questi c’è anche l’Isola dei Fagiani, un isolotto in mezzo al fiume Bidasoa, che separa i territori di Francia e Spagna. La particolarità è che, dal 1856, l’isola (per fortuna disabitata) è l’unico caso in europa di sovranità congiunta. Per sei mesi (febbraio-luglio) è amministrata dalla Spagna (con il comune spagnolo di Irun) e per gli altri sei (agosto-gennaio) dalla Francia, cioè dal comune di Hendaye.

Nella sua storia secolare c’è stato spazio anche per un re dalla brevissima durata: Luigi Antonio di Borbone-Francia. Il suo regno durò 20 minuti, cioè il tempo che passò dall’abdicazione di suo padre, re Carlo X, alla sua rinuncia al trono in favore del nipote Enrico. Sul punto si sollevò una lunga diatriba, tra la fazione a suo favore (i legittimisti) e quella che appoggiava Enrico, che assunse il regno (i legalisti). Alla fine tutto si risolse con la morte di Luigi Antonio, che rimase in eslio per 14 anni ma non rinunciò, almeno sulla lapide nella cripta del convento di Castagnavizza (ora in Slovenia), al titolo di re: Luigi XIX.

Il trattamento riservato agli imperatori è improntato al massimo rispetto. Napoleone, per esempio, è un nome che per legge non si può dare ai maiali.

Del resto, anche se può sembrare strano, la gentilezza è un aspetto importante. Nel Miniature Café Syrah di Parigi un caffè costa di più se, al momento dell’ordinazione, non si dice “S’il vous plait”. Le forme prima di tutto.

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