Cosa succede davvero se si invertono i poli magnetici della Terra

Niente. Né uragani, né tempeste, né calamità di proporzioni bibliche. L’unico inconveniente potrebbe essere dover cambiare le etichette "Nord" e "Sud" sulla bussola. Ma non c’è fretta, il processo – se accade – richiede migliaia di anni

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HANDOUT / NASA EARTH OBSERVATORY / AFP

24 Febbraio Feb 2018 0745 24 febbraio 2018 24 Febbraio 2018 - 07:45
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Se ne parla come se fosse imminente, come se fosse un’Apocalisse e la fine della civiltà. Eppure l’inversione dei poli magnetici della Terra, spesso vista come vicinissima, non cambierà quasi nulla. Al massimo, dicono gli esperti, si dovranno cambiare le etichette delle bussole. Anche perché, nella lunghissima storia del pianeta, i poli magnetici si sono invertiti varie volte.

È difficile da spiegare in un’epoca in cui si discute perfino se la Terra sia piatta o no, ma il fenomeno è del tutto naturale. Lo dimostrano alcuni campioni di rocce, antichissimi, la cui direzione magnetica è opposta a quella (attuale) della Terra. Uno di questi, trovato all’inizio del secolo da uno studioso francese, funzionava proprio così: indicava Sud quando avrebbe dovuto indicare il Nord. Non si trattava di una peculiarità specifica della roccia, conclusero gli scienziati (dopo una serie di ricerche), ma della prova che, all’epoca in cui si formò la pietra, tutta la Terra era orientata in quel modo.

Una ulteriore dimostrazione deriva dalle dorsali oceaniche. Come sanno tutti, si tratta di fenditure della crosta terrestre dalle quali sale il magma sotterraneo. La sua presenza funziona come spinta per la superficie e causa la deriva dei continenti. Bene: esaminando i diversi strati da cui sono composte le dorsali, alcuni scienziati di Cambridge, negli anni ’60, hanno notato come i campi magnetici avessero una polarità alternata. Il magma, una volta uscito dalla Terra, assumeva la polarizzazione magnetica prevalente in quel momento.

Insomma, succede. Secondo i geologi, in un milione di anni capita almeno due volte. L’ultima sarebbe avvenuta 780mila anni fa, per cui c’è chi crede che succederà, di nuovo, a breve (“breve” inteso in termini geologici, ovvio). Ma non è detto: le inversioni dei poli non seguono un ciclo preciso, non hanno una scaletta da seguire e già in passato ci sono stati ritardi e buchi, alcuni anche per milioni di anni.

Niente allarme, allora. Anche perché, secondo le ricostruzioni dei geologi, l’intero processo di inversione potrebbe richiedere anche migliaia di anni. L’unica conseguenza tangibile, forse, potrebbe essere un indebolimento del campo magnetico terrestre. E questo – assicurano gli scienziati – non è una cosa buona, dal momento che aumenterebbe l’esposizione alle radiazioni solari. Ma non così tanto da decretare la fine della civiltà.

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