Mina di Sospiro: gli Usa sono in mano alla psicopolizia

La chiusura della mente americana? È in atto. Ed è incontrastabile. Ce lo spiega Guido Mina di Sospiro nel suo nuovo libro "Terrorism & Rock'n Roll".

Marcuse
24 Febbraio Feb 2018 0745 24 febbraio 2018 24 Febbraio 2018 - 07:45

Guido Mina di Sospiro è uno scrittore eccentrico: già autore di fiction e non fiction come “La metafisica del ping-pong” (Ponte alle Grazie, 2016) e “Sottovento e sopravvento” (Ponte alle Grazie, 2017), ritorna sulla scena editoriale con un nuovo libro, “Terrorism & Rock’n Roll”. Infatti, chi meglio di lui potrebbe descrivere e analizzare il particolare periodo che vive oggi l’America di Trump. Nato e cresciuto a Milano, durante gli anni di piombo si trasferisce negli Stati Uniti e decide di rimanere lì.

Come diceva Italo Calvino “Le cose non si vedono bene se non da lontano”. E proprio in questo nuovo libro lo scrittore analizza con occhio esterno ma vigile i cambiamenti sociali americani. L’intolleranza verso ciò che è Altro da sé ha trascinato l’America in un baratro senza fine. E l’aria si è fatta irrespirabile. Non si respira più il pluralismo che aveva fatto degli Stati Uniti un esempio per tutto il mondo.

Dice l’autore:

Il paradosso più emblematico si è raggiunto a Berkeley, università che più di tutte aveva, nel corso degli anni, lottato per la libertà d’espressione: ormai o vi si va a diffondere l’Unico Pensiero, o i “dissidenti” (cioè autori o giornalisti che la pensano diversamente) vengono cacciati via con la violenza, pur essendo stati previamente invitati a parlare da gruppi di studenti (ovviamente in minoranza)

E proprio in America, terra della democrazia, sembra che la convivenza pacifica sia diventata un lontano ricordo. Con oltre trecento milioni di armi in mano ai privati cittadini, in una ipotetica quanto non improbabile guerra civile a uscirne sconfitti sarebbero proprio i “benpensanti”, ipotizza Guido Mina di Sospiro.

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