Lascia stare i guru della motivazione: la saggezza te la insegna solo lui

L’antico visir egizio Ptahhotep, vissuto tra il XXV e il XIV secolo a.C, saggio ministro del faraone Djekara Isesi, fu il primo a compilare una lista di consigli per l’educazione dei giovani che vale ancora oggi. Al primo posto c’è l’ascolto

800Px Statuevizir095
1 Marzo Mar 2018 0725 01 marzo 2018 1 Marzo 2018 - 07:25

In tempi in cui serve saggezza, bisogna sapere dove andare a pescarla. Non certo in improbabili manuali di autoaiuto made in Usa, né in siti e blog di dubbia fattura. Il vero sapere, la vera conoscenza, si può trovare solo e soltanto nei testi degli antichi egizi. Erano così sapienti che perfino i greci, che pure passano per saggi ai nostri occhi (ma erano solo bambini ai loro, come ricorda Erodoto), ne erano impressionati.

Un esempio per tutti: l’antico visir egizio Ptahhotep, vissuto tra il XXV e il XIV secolo a.C, saggio ministro del faraone Djekara Isesi, della quinta dinastia, è ritenuto il compilatore di una raccolta di massime, ancora più antiche di lui, che distillano la sapienza dei secoli. Rappresenta, secondo gli studiosi, il primo caso di scritto sapienziale destinato all’educazione e alla formazione (adeguata) delle persone.

Umiltà
Chi cerca saggezza, prima di tutto, deve coltivare l’umiltà, perché, come dice l’egizio, “La stirpe umana non compie mai nulla. È solo ciò che Dio comanda che viene realizzato”. Per cui, è bene sentirsi un po’ meno responsabilizzati e, come dicono gli americani, “entitled”.
E ancora: “Coloro che sono guidati dalla divinità non possono fare il male. Coloro la cui barca è trascinata via dalla divinità non possono fare l’attraversamento” (questo, nella sua ovvietà, è un po’ più criptico. Con ogni probabilità è un invito all’accettazione del fato).

Giustizia
Per tutto il resto, bisogna agire con giustizia. Sì, ma come? “Punisci secondo i principi, ma insegna con densità. Il solo atto di fermare il male porta alla fondazione durevole della virtù”, spiega, con grandi parole. Per l’individuo, raccomanda: “Segui il tuo cuore tutta la vita. Non commettere eccessi per quanto riguarda ciò che è stato stabilito”, perché “Tutte le condotte della vita devono essere diritte, tanto da poterle misurare con il filo di piombo”.

Ascolto
Molta importanza Ptahhotep dà all’ascolto. “Ascoltare beneficia chi ascolta”, dice. “Se colui che ascolta lo fa in modo approfondito, allora diventa colui che capisce”. “Dio ama chi ascolta. E odia coloro che non ascoltano”, “Chi ascolta diventa maestro di ciò che gli porterà ricchezza”. E poi: “L’ignorante che non ascolta, non porta a termine nulla. Mette sullo stesso piano la conoscenza con l’ignoranza, l’utile e il dannoso. Fa tutto ciò che è odioso, e le persone si arrabbiano con lui ogni giorno”. Insomma, bisogna ascoltare. E di conseguenza, si capisce, parlare poco: “Fallo solo quando hai da dire qualcosa di degno”. E “Non fate pettegolezzi da quartiere. Le persone amano il silenzio”.

Continenza
Già: silenzio e morigeratezza. Sia col cibo (“Chi ha un grande cuore ha un dono di Dio. Chi ha un grande stomaco sta dalla parte del nemico”) che con l’amore (“Coloro che continuano a inseguire le donne non combineranno mai nulla”). Ma in casa è diverso: “Ama tua moglie con passione”, e si sa, “Una donna con il cuore felice porta sempre equilibrio”. Un mondo in cui l’educazione è importante (“Quanto è bello un figlio che obbedisce al padre”, perché, ci mancherebbe, “Un figlio ha una buona natura quando sa come ascoltare”).

Saggezza
Ma (addirittura) anche la saggezza stessa è oggetto della saggezza di Ptahhotep. Avverte: “Possa il tuo cuore non essere mai tronfio per quello che sai. Cerca consiglio dall’ignorante come dal saggio”, e dopo aver acquisito il sapere, “Insegna al tuo discepolo le parole della tradizione. Che agisca come modello per i figli dei grandi, perché possano trovare in lui la comprensione e la giustizia di ogni cuore che parla con lui. Perché l’uomo non è nato saggio”.

Potrebbe interessarti anche