Metà violino, metà pianoforte: lo strumento più pazzo di sempre (da un’idea di Leonardo da Vinci)

Il progetto del genio toscano, immaginato ma mai realizzato, è una meraviglia. Suona come se mescolasse il clavicembalo, l’organo e la viola da gamba. Cosa che Leonardo non ebbe mai modo di sapere

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1 Marzo Mar 2018 0715 01 marzo 2018 1 Marzo 2018 - 07:15

Era sempre così: cominciava abbozzando idee geniali e innovative e poi cambiava lavoro e committente. A Leonardo da Vinci, genio un po’ distratto e vorace, interessava solo inventare molte cose e immaginare un modo per realizzarle. La loro esecuzione nella realtà era un problema che, quando poteva, cercava di risparmiarsi.

È per questo che moltissimi dei suoi progetti sono rimasti, in senso letterale, sulla carta. Alcuni non furono nemmeno mai finiti. Passava di idea in idea, di invenzione in invenzione. Tutto lasciato a metà, sospeso, ma nel frattempo coperto dal furto (all’epoca non esisteva il copyright) grazie a un sagace sistema di crittografia. Insomma, è per questo suo essere inconcludente che una invenzione geniale come “il violino-pianoforte”, anche chiamato “Viola Organista”, che univa il suono degli archi al meccanismo della tastiera non è mai stato sviluppato. E solo il pensiero di come avrebbe potuto essere utilizzato dai grandi maestri della musica classica lascia dolori atroci per il rammarico.

A distanza di 500 anni, il musicista polacco Slawomir Zubrzucki ha deciso di riprendere quei progetti e costruire lo strumento. Ed eccolo qua:

“È come avere insieme tre strumenti: il clavicembalo, l’organo e la viola da gamba”, spiega. Il lavoro di creazione ha richiesto almeno tre anni. Prima di lui ci aveva provato un giapponese, Akio Obuchi, che aveva lavorato su commissione di Eduardo Paniagua, un musicista esperto di barocco.

E prima di entrambi ci avevano provato nel XVII secolo: all’Escorial, a Madrid, si può ancora vedere uno dei primi modelli realizzati seguendo gli appunti di Leonardo. L’idea, del resto, aveva da sempre incuriosito i musicisti, che volevano sperimentare e ascoltare quello strumento che nessuno aveva mai sentito. Ironia della sorte, nemmeno Leonardo – che pure inventò il progetto – ebbe mai l’occasione (e forse l’interesse?) a sentire come suonava.

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