Suicidio e eutanasia online, bastano venti minuti

L’uso di sostanze a fini variamente letali non è mai stato così semplice. Nessuna vigilanza, né controlli. Viaggio al termine della morte in venti minuti

Alkoghol 2714489 1280

da Pixabay.com

17 Marzo Mar 2018 0745 17 marzo 2018 17 Marzo 2018 - 07:45

A gennaio 2017 una ventiquattrenne, dopo essere stata lasciata dal fidanzato, aveva deciso di farla finita gettandosi da un ponte, quello sul canale Yamuna, India Settentrionale. Prima di passare all'azione, ha voluto però vagliare tutte le alternative e l'ha fatto digitando su Google "Come suicidarsi". Il primo risultato utile è stato un numero verde che, per fortuna, ha deciso di chiamare. L'operatore che le ha risposto, un ufficiale di polizia, è riuscito a farla desistere salvando, di fatto, la vita della giovane.

Questa è una storia a lieto fine che, chi scrive, si è ritrovata davanti semplicemente scorrendo la propria home Facebook. Qualcuno l'aveva ripostata. La questione poteva finire lì ma la curiosità, in questo caso, ha avuto la meglio: cosa succederebbe se, dall'Italia, cercassimo "Come suicidarsi" su Google? Se non volete conoscere la risposta, non proseguite nella lettura di questo articolo. Perché la risposta, appunto, potrebbe non essere altrettanto confortante.

Il primo risultato utile della ricerca "Come suicidarsi" è anche qui un numero verde scritto a caratteri cubitali. Compare sempre da pc, più di rado da smartphone. Subito sotto, però, ecco un titolo che chi, spinto da intenzioni autolesioniste, potrebbe trovare più interessante: "Come suicidarsi senza dolore da soli in casa e all'aperto". Si tratta di un articolo che fa parte di un portale dal nome affidabile: Medicina Online.

Una volta aperto, oltre all'elegante foto di un tizio che si sta sparando in testa, ci imbattiamo prima di tutto in una premessa: tutto ciò che stiamo per leggere è estratto dal libro "Eutanasia, uscita di sicurezza" scritto da Derek Humphry nel 1993. Subito dopo, vengono citati i numeri di telefono da contattare per tornare sui propri passi riguardo all'idea del suicidio.

Ora che tutte le mani degli autori sono state messe bene in avanti, inizia una grottesca catalogazione delle potenziali modalità per farla finita, ognuna analizzata coi suoi pro e i suoi contro, di paragrafo in paragrafo. In tutto sono tredici e vanno dall'annegamento ai veleni passando per gli esplosivi anche se, e questo lo si rende esplicito dalla prima riga, il metodo più consigliato (in quanto a efficienza e minor grado di dolorosità) è lasciarsi assiderare. Agli occhi di un lettore con intenzioni suicidarie, questa lista così particolareggiata correrà il rischio di sembrare una specie di buffet.

Noi, che ormai ci siamo decisi ad approfondire, non avendo mai potuto patire il freddo e considerando che, come abbiamo appena letto, le arterie sono difficili da recidere per cui esiste la possibilità che qualcuno ci salvi in tempo, puntiamo sull'overdose.

Bene, come si muore di overdose?

Semplice, basta googlare.

Qui il primo risultato utile è la sezione del Portale Salute della Regione Toscana che si chiama sostanze.info. Riteniamo importante specificare che non siamo al corrente dell'effettiva affiliazione di questo forum all'ente statale di cui riporta il logo. Certo è che, cliccandoci sopra, si arrivi direttamente al sito ufficiale della Regione.

Su sostanze.info scopriamo che qualcuno prima di noi si era già posto il nostro stesso interrogativo, ovvero "come si muore di overdose?". La risposta, data da un "operatore sociale qualificato" (o almeno questa è la dicitura espressa dal sito) suona in effetti scientifica: l'abuso di sostanze porta al trapasso per ictus o arresto cardiaco. Fino a qui tutto lineare se non fosse che a questa domanda facciano seguito centinaia di commenti anonimi in cui chiunque può dire la sua. Scorrendoli, anche alla veloce, si possono reperire informazioni molto interessanti: la quantità di valium da assumere per lenire gli effetti collaterali della coca e tornare in forma per potersi tirare un nuovo "striscione da stadio" in poche ore, le gesta epiche (o almeno descritte come tali) di tossicodipendenti che si bullano di aver sacagnato di botte un gruppetto di ignari sconosciuti grazie all'adrenalina conferita loro dagli stupefacenti. Non solo, c'è anche chi tesse lodi sperticate della cocaina: "niente di più figo", scrive. Se a queste esternazioni arrivano pronte e indignate smentite da parte di altri commentatori anonimi, gli "operatori sociali qualificati" si barricano nel più totale silenzio. Nemmeno una risposta o un tentativo di moderare le discussioni (ogni forum o sito ha una figura addetta a cancellare commenti inappropriati, figuriamoci se non dovrebbe averne una il Portale Salute della Regione Toscana, soprattutto quando i messaggi postati indirizzano verso scelte di vita discutibili quando non nocive).

Tra le righe, leggiamo comunque che la morte per overdose, per quanto potenzialmente veloce visto che non siamo abituati ad assumere sostanze, possa non essere poi così piacevole. Ci stiamo mettendo nei panni di qualcuno che ha intenzione di suicidarsi, sì, ma che rimane comunque, per quanto disperato, pavido: vuole farlo soffrendo il meno possibile.

Proviamo a fare una nuova ricerca, dunque: suicidio indolore.

Qui la situazione diventa davvero grottesca. Il primo risultato è un articolo di Vice su morti letterarie o, a loro modo, eroiche. Il secondo risponde con più gelida precisione alla nostra richiesta: "Metodi di suicidio non dolorosi", infatti, è il link che rimanda direttamente al portale "Percorso indolore". Prima di accedervi, però, bisogna rispondere a una domanda:

Dopo aver superato questo accuratissimo criterio di selezione semplicemente cliccando sopra "Sì", siamo dentro.

Si tratta, in buona sostanza, di uno shop online in cui poter acquistare "a prezzi vantaggiosi" Pentobarbital, ovvero il farmaco utilizzato per l'eutanasia. Ci sono diversi range di costo a seconda dell'età, tre le fasce principali:

Il sito di per sé, è raggelante. Viene specificato che non importa se chi legge voglia ricorrere a questa soluzione estrema e definitiva "per motivi medici o per compiere un suicidio". Tra un paragrafo e l'altro si rassicura il lettore sul fatto che "non ci saranno guai con la giustizia anche se il governo sta facendo orecchie da mercante sul tema dell'eutanasia". L'argomento viene trattato in modo cinico ma risolutivo: "Sappiamo che il problema principale di chi vuole togliersi la vita sia la paura di provare dolore, grazie a noi non dovrai più preoccupartene". Anche il marketing, al tempo stesso posato e aggressivo, pare promettente: cliccando su "Chi siamo" si apre un paragrafetto intitolato "Marca Rinomata" (saranno anche loro un'azienda leader del settore?) mentre quello successivo pone l'accento su una sbandierata "Satisfaction garantita". "Percorso indolore" si fregia infine di rifornire veterinari, proprietari di animali domestici, unità di prevenzione del crimine e individui con malattie terminali o depressione. Indifferentemente.

Nella sezione "Articoli" c'è una breve ma dettagliata rassegna stampa a tema suicidio-centrico in cui si invita chi legge a prendere coraggio e farla finita "magari dopo un divorzio". Sul sito, però, non ci sono nomi di aziende o persone fisiche a cui ricondurre tale attività commerciale. L'unica cosa certa è che per procedere all'acquisto si debba compilare un "modulo d'ordine" con i propri dati e poi dormire sereni fino alla consegna visto che "gestiamo spedizioni in tutto il mondo". Per qualsiasi dubbio, c'è un numero (da contattare, come specificato, solo tramite Whatsapp) che riporta il prefisso +380, quello dell'Ucraina. Stessa schermata iniziale di selezione e layout simile (per quanto la scelta cromatica sia differente) riporta il sito morirecondignità.com, per quanto quest'ultimo non renda noto alcun recapito telefonico e offra lo stesso prodotto a prezzi leggermente più elevati:

Non sappiamo cosa arrivi effettivamente a casa dei "clienti" una volta effettuato l'ordine. Ci sono due possibilità: la prima è che venga recapitata una sostanza letale quanto un bicchiere di acqua e zucchero. In questo caso, ci sarebbero persone che guadagnano sulla disperazione di qualcun altro e la questione assumerebbe i contorni di una truffa bella e buona. La seconda ipotesi, forse perfino peggiore per quanto fantascientifica, è che questi siti siano in grado di recapitare al domicilio di chi lo richiede del vero Pentobarbital, sostanza cristallinamente illegale in Italia (e non solo), senza farsi troppi scrupoli sulle motivazioni dell'ordinante. Anzi, suggerendogliene di nuove e più vivide tramite articoli e slogan incoraggianti (per esempio: "prendi la situazione in mano, hai tutto ciò che ti serve").

Partendo dalla ricerca Google "Come suicidarsi", siamo arrivati qui. Nel frattempo abbiamo imparato molte nozioni utili sulle droghe, i loro effetti collaterali e con quali psicofarmaci tenerli a bada. Il tutto nel giro di venti minuti.

Potrebbe interessarti anche