I Cinque Stelle sono il nuovo Partito Comunista (e il Pd rischia davvero l’estinzione)

Costruire una comunità politica, imporre una nuova egemonia culturale, promuovere la democrazia diretta e l'elevazione delle masse: il Movimento Cinque Stelle, nei metodi, è la fotocopia del vecchio Pci. E con le sue armi sta distruggendo il Partito Democratico. Altro che Cambridge Analytica

M5s Linkiesta
21 Marzo Mar 2018 0755 21 marzo 2018 21 Marzo 2018 - 07:55

“La prima grande compagine politica digitale al mondo”. Così Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, erede al trono della Casaleggio Associati, definisce il Movimento Cinque Stelle di cui è deus ex machina in un editoriale sul Washington Post. E forse vale la pena di fermarsi cinque minuti e leggersele, queste righe. Perché nel mare di chiacchiere e noia sul successo di questa formazione - gli analfabeti funzionali, le fake news, la domanda di assistenzialismo, il voto di protesta, finanche Cambridge Analytica - forse ci stiamo perdendo dietro il dito, dimenticando la Luna. Che dietro al successo del Movimento c’è un tentativo, finora brillantemente riuscito, di costruzione di una nuova comunità politica post ideologica, fatta delle macerie di altre ideologie, e - in una forma del tutto destrutturata e post-moderna - di una nuova egemonia culturale. E che l’unica differenza con chi era riuscito a fare altrettanto in passato, i partiti di massa del novecento, primo fra tutti quello comunista, sta nei mezzi usati per raggiungere il proprio scopo.

Premessa: non stiamo dicendo che il Movimento sia di sinistra, né tantomeno sia comunista. Diciamo che dei comunisti italiani eredita la capacità di avvicinarsi ai ceti in difficoltà ad esempio, e ne sono testimonianza i voti raccolti nelle periferie delle grandi città, nei distretti in declino del centro-nord Italia, nelle aree interne del sottosviluppo meridionale.

Anche la democrazia diretta, a ben vedere, è figlia di una storia di sinistra, più precisamente del mutualismo ottocentesco, bianco o rosso che fosse. Lo ricordiamo agli smemorati: uno vale uno non nasce su Rousseau, ma nelle assemblee con voto capitario delle società cooperative e delle banche popolari, archetipi della democrazia economica italiana. Ed è singolare che il Movimento Cinque Stelle raccolga per terra pure loro - così come i ceti popolari del resto - proprio mentre la sinistra decideva di abolire il principio “una testa, un voto” con la riforma delle banche popolari.

Non si tratta solo di metodo, tuttavia. Il Movimento Cinque Stelle è l’unica forza politica che ha la visione di una società nuova, incardinata sul digitale, e di un uomo nuovo, incardinato sulla fine del lavoro. Può piacere o meno, ma il neo-radicalismo accelerazionista di sinistra, quello di Paul Mason, così come di Williams e Srnicek, si fonda proprio sulla piena automazione e sulla pretesa di un reddito universale di nascita. Ci sarebbe molto da discutere su alcune derive trans-umaniste, amata più dai miliardari come Bill Gates ed Elon Musk che dal popolo, ma a quanto pare le sinistre laburiste si sono prese un decennio di vacanza.

Nel frattempo, sempre per bocca di Casaleggio, il Movimento Cinque Stelle sta portando avanti la Rousseau Open Academy una specie di scuola delle Frattocchie che “si propone di educare alla cittadinanza digitale in tutta Italia attraverso corsi sul territorio e online” e offre servizi di e-learning sul suo portale “su percorsi di politica e pubblica amministrazione”. Elevare (o almeno informare) le masse, insomma, laddove gli altri - a partire dal Partito Democratico - non trovano di meglio da fare che difendere il ruolo delle élite nella società.

Se fossimo il Pd, anziché abbaiare alla Luna, come sta facendo più o meno ininterrottamente da cinque anni, cominceremmo a prendere appunti. Il passato insegna: destra e la sinistra storiche sono già state spazzate via una volta dai nuovi partiti di massa socialisti e popolari e allora come oggi eravamo nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica

Buon ultimo, il Movimento è l’unico partito che ha l’ambizione di diventare di massa. I Cinque Stelle, sempre per bocca di Casaleggio, vogliono superare il milione di iscritti, circa 600mila in più delle attuali tessere del Partito Democratico, che invece ha deciso anzitempo che fosse più sensato destrutturarsi diventando una specie di comitato elettorale, o se preferite, un partito liquido, all’americana. Forse, quando si racconta che la sinistra ha perso il suo popolo, bisognerebbe partire dalla "solidità", invece che dalla liquidità.

Tutto questo non è esente da lati oscuri, intendiamoci, così come non ne era esente lo stesso Pci. Che impegnava le masse in eterne discussioni, ad esempio, mentre prendeva le decisioni importanti nelle segrete stanze di via Botteghe Oscure, un po’ come si fa dalle parti della Casaleggio Associati. Che predicava la democrazia, la partecipazione e la dialettica, ma emarginava gli eterodossi, un po’ quel che succede ai Cinque Stelle che provano a votare secondo coscienza in Parlamento. Che ha finito per generare un ceto politico autoreferenziale e imbevuto di cinquant’anni di pretesa di superiorità morale, tanto quanto quelli del Movimento se la suonano e se la cantano di essere gli unici onesti e vicini ai cittadini.

Può piacere o meno, ma questo è. E se fossimo il Pd, anziché abbaiare alla Luna, come sta facendo più o meno ininterrottamente da cinque anni, cominceremmo a prendere appunti. Il passato insegna: destra e la sinistra storiche sono già state spazzate via una volta dai nuovi partiti di massa socialisti e popolari e allora come oggi eravamo nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica. A buon intenditor poche parole.

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