L’Italia è una Repubblica fondata sull’“aiutino”

Mengoli inviato tra i super vip. Il traffico (il)lecito di “bigliettini da visita” è impressionante. Nel Bel Paese per farsi strada nella vita bisogna conoscere le persone giuste

La Grande Bellezza Linkiesta
22 Marzo Mar 2018 1140 22 marzo 2018 22 Marzo 2018 - 11:40

Un paio di settimane fa, prima delle elezioni e della partenza del reddito di cittadinanza – parlamentare – per tutti i neo-eletti col paracadute del proporzionale e prima dei centri dell’impiego pugliesi con le code per il relativo reddito di cittadinanza anche per i cittadini senza paracadute e nello stupore dei dipendenti dei centri dell’impiego per una volta pieni di gente –, mi ha colpito un articolo del Corriere di Bologna. “I giudici della Corte d’Appello confermano le condanne di primo grado per i 58 imputati della maxi-inchiesta contro l’ndrangheta e puntano il dito contro una classe di ‘politici, imprenditori, giornalisti, commercialisti’ che qui al Nord si sono messi al servizio delle cosche…”. Articolo che mi ha fatto tornare in mente un episodio che trovo collegato per la stessa mentalità, non criminale ma criminalmente furba, che da noi per campare ci sia sempre bisogno dell’“aiutino”, dal parlamento a scendere.

Mi spiego. Non tanto i giornalisti, che sono abituati a editori meno violenti ma ben più ipocriti delle peggiori ‘ndrine,ma che al Nord, politici, imprenditori e commercialisti abbiano bisogno dell’ndrangheta per vivere, mi ha fatto scattare questo parallelo che vi racconto.

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