Salvini-Berlusconi, inizia la guerra (ma la partita del governo è ancora tutta da giocare)

Avvicinamento Lega-Cinquestelle in vista? Possibile, ma attenzione: rompere il centrodestra potrebbe essere un disastro per Salvini. E tutta la storia politica del Cav è lastricata dai cadaveri politici dei suoi nemici

Bacio Salvini Dimaio Linkiesta
24 Marzo Mar 2018 0745 24 marzo 2018 24 Marzo 2018 - 07:45

Era stato profetico, l’artista di strada TvBoy, nel lasciare sui muri di Roma il murales di un bacio tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Perché è proprio una corrispondenza di amorosi sensi tra le forze “populiste” (le virgolette ormai sono d’obbligo) il grande colpo di scena all’esordio della diciottesima legislatura. Se Salvini strappa sul nome di Paolo Romani come presidente del Senato, che dalla quarta votazione il centrodestra poteva tranquillamente imporre al resto del parlamento, è per fare un piacere a Di Maio. E se Di Maio converge sul nome di Anna Maria Bernini e scarica Raffaele Fico - esponente dell’ala sinistra del Movimento - come presidente della Camera, preferendogli Riccardo Fraccaro è per gettare un ponte verso Salvini.

Quella che oggi tutti vedono come il viatico per un’alleanza di governo Lega-Cinque Stelle tuttavia è solamente il primo capitolo di un libro che ha, se non altro, superato lo stallo del prologo cui era impantanato dal 4 marzo.

Primo: perché la Bernini si è dichiarata indisponibile a diventare presidente del Senato senza il consenso di Berlusconi e probabilmente lo farà ogni esponente di Forza Italia. Per strappare davvero la Lega dovrà proporre un suo nome. Vedremo cosa accadrà.

La strada della seconda repubblica è lastricata dei cadaveri politici degli assassini di Berlusconi. Citofonare Fini, per informazioni

Secondo: perché sbollita l’ira, Berlusconi proverà a trattare, sarà costretto a farlo. Tutti i suoi interessi personali - dalla questione Vivendi - Mediaset e alla guerra Vivendi-Elliott in Telecom, come ha magistralmente spiegato Stefano Cingolani qualche giorno fa - convergono su questa legislatura. È l’unico politico per cui non esiste un domani. Probabilmente l’azzardo di Salvini è figlio anche di questa consapevolezza.

Terzo: perché se il centrodestra muore, il tonfo rischia di essere pesantissimo. L’alleanza Salvini - Berlusconi governa in Lombardia, Veneto, Liguria e Sicilia, per dire, e tra poco ci sono le elezioni in Molise e Friuli Venezia Giulia. I pontieri sono già all’opera per evitare che lo strappo si allarghi in modo irreparabile. Entrambi saranno spinti a più miti consigli dai loro più fedeli consiglieri. Altrimenti, bisognerà cominciare a fare la conta dei frondisti. Ad esempio, Toti e i suoi potrebbero convergere sulla Lega, Maroni su Forza Italia. La balcanizzazione è dietro l’angolo.

Quarto: perché se Salvini accetta questo gioco, finisce per essere il junior partner del governo Cinque Stelle. Da non più leader del centrodestra infatti, il suo peso si riduce da 37 a 18 punti percentuali, contro i 32 di Di Maio. In altre parole, rompendo con Berlusconi, Salvini decide che ha perso le elezioni e si mette a servizio del leader pentastellato e del suo programma. Reddito di cittadinanza batte flat tax: come la prenderanno gli elettori del Nord?

Quinto e ultimo punto: perché il Caimano è all’angolo, ed è proprio in questi casi che Berlusconi diventa pericolosissimo, quando manca solo il colpo finale per ucciderlo. Così è stato nel 1995 - anche lì ci fu un grande tradimento leghista, peraltro - e nel 2011 così rischia di esserlo ora. Sarà pure vecchio e stanco, il Cavaliere, ma Salvini deve stare attento. La strada della seconda repubblica è lastricata dei cadaveri politici degli assassini di Berlusconi. Citofonare Fini, per informazioni.

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