Cosa fare con un collaboratore o sottoposto “difficile”

Si fa notare con commenti negativi sulle politiche aziendali e sui clienti, con comportamenti fuori luogo, con critiche accese nei confronti dei colleghi. È un problema? Solo all’apparenza. Un bravo leader sa guidare e motivare anche i dipendenti più in crisi

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26 Marzo Mar 2018 1600 26 marzo 2018 26 Marzo 2018 - 16:00
Tendenze Online

Immaginate di andare a dirigere un nuovo team. Tra i vari componenti ce n’è uno, forse il più preparato, sicuramente il più esperto e potenzialmente il più affidabile, che tuttavia scoprite essere un vero e proprio “peso”. Probabilmente in passato non lo era, ma lo è diventato col tempo. Si fa notare con commenti negativi sulle politiche aziendali e sui clienti, con comportamenti fuori luogo, con critiche accese nei confronti dei colleghi. Alimenta ed esaspera i conflitti, mostra scarsa collaborazione con i componenti del team, confidando unicamente nella propria competenza. Se avete a che fare con questo tipo di collaboratore, la vostra vita in azienda non sarà facile! Si tratta di una persona ricca di talento, eppure insopportabile. Apparentemente ingestibile. Tuttavia, il vostro compito di team leader consiste anche nel prendersi carico di sfide come questa: ossia gestire collaboratori esperti ma “difficili”.

Simili persone possono rappresentare un serio problema non soltanto per voi, ma anche per il vostro team e, più in generale, per l’intera organizzazione. Risulta opportuno agire prontamente e con decisione. Certo, si potrebbe anche ragionevolmente pensare che lasciando correre, col tempo, le cose tenderanno a sistemarsi. Di fatto certe situazioni, se non affrontate tempestivamente, tendono a cronicizzare, riversando gli effetti negativi sul clima di un gruppo: una marcata resistenza al cambiamento, una sistematica ritrosia ad abbracciare nuove idee e soluzioni, lamentele sempre più presenti.

Come affrontare la situazione? Ecco alcuni suggerimenti.

  1. In primo luogo, evitate di etichettare la persona in questione come problematica. Se la considerate un problema, comincerete a pensare (più o meno consciamente) che non ci sia nulla da fare. Gli individui difficilmente cambiano il proprio carattere, ma certamente, se adeguatamente stimolati, possono modificare il proprio modo di agire. Quindi, se spostate il focus del problema dalla persona ai suoi comportamenti, noterete che potrete fare qualcosa di efficace per risolverlo.

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